Bellarte e la nuova avventura sulla panchina del Real Rieti: “Voglio un ruolo da protagonista. Calcio? Ho pensato di allenare anche a 11, ma il calcio a 5 è un’ossessione”

Care amiche e cari amici del calcio a 5, bentornati agli appuntamenti di Novantesimo con i protagonisti della prossima Serie A 2017-2018.
Quest’oggi, abbiamo raccolto per voi le parole di Massimiliano Bellarte, neo allenatore del Real Rieti, che ci ha parlato di se tra passato e futuro, senza tralasciare la sua avventura belga, della stagione passata.

Partiamo con il parlare della sua nuova avventura in Italia. Lei torna in patria e prende in mano una squadra, che pur avendo una ampia tradizione nella nostra Serie A, nell’ultimo anno ha faticato e non poco. Perché questa scelta di lasciare l’Halle-Gooik e sposare la causa del Real Rieti?

Torno in Italia perché è uno dei campionati più competitivi del mondo. A Rieti perchè in questo campionato, come società, ha dimostrato di poter recitare un ruolo da protagonista“.

Secondo lei ci sono le basi per fare bene quest’anno, e se si, che cosa si può giocare il suo Real Rieti?

La base è determinata dalla solidità del Club, e questa c’è e pure solida. Naturalmente si sta cercando di partire per costruire qualcosa, di tecnico, che possa essere di qualità e non essere effimero“.

Quali squadre vede come favorite quest’anno?

Ci sono 5 squadre che sono attrezzatissime per vincere il campionato: Pescara, Acqua&sapone, Napoli, Kaos e Luparense. Non mi piace fare gruppi o fasce, ma in questo caso è d’obbligo. Il Real Rieti deve essere fuori dalle fasce costruite ad inizio stagione ed entrare in quelle più alte possibili“.

Cosa ne pensa della gestione Montemurro, per quello che si è potuto vedere fino ad ora, meglio o peggio delle precedenti?

Non sono solito valutare, seppur in un momento di digestione dopo cena, quello che di cui non ho piena conoscenza. So solo che, nel mio piccolo, cercherò di dare sempre il mio contributo per la crescita del futsal“.

Stagione 2016-2017 : decide di tentare la fortuna in Belgio, con l’Halle-Gooik. Campionato vinto, ma in Europa il passaggio del turno sfuma per pochissimo e proprio per mano del Real Rieti.
Ha dei rimpianti nella sua avventura Belga?

L’unico rimpianto è quello di aver perso la Coppa in finale ai tempi supplementari e di aver vinto 3 titoli su 4. Ma l’essenza della competizione parla di un’alternanza di vittorie e sconfitte, il contrario sarebbe innaturale“.

Cosa potrebbe prendere l’Italia dal campionato Belga, e cosa si porta dietro lei, come arricchimento da questa esperienza?

La possibilità di fare contratti da professionista. Sarebbe un’ottima cosa che stabilizzerebbe tutto l’ambiente“.

La accusano di far giocare bene le sue squadre, ma di aver vinto poco: come risponde?

Chi dice questo non conosce la mia storia né quella delle squadre da me allenate. 6 anni da allenatore di prima divisione (italiana e estera) ho trovato giocatori che qualcosa mi han fatto vincere. Ma tenterò di rimediare!“.

La chiamano il Filosofo: le piace questo soprannome?

Mi piace, anche quando qualcuno la usa in modo negativo, per sottolineare in realtá, la propria mancanza di saper argomentare“.

Ha mai ricevuto offerte o pensato di allenare nel calcio?

Ci ho pensato si. Così come penso di allenare basket. Ma i pensieri che piú mi assillano riguardano il futsal e la mia squadra, con l’intento necessario di trovare i modi perché essi possano giocare per ritornare a giocare, senza smettere si giocare“.

 Quali sono i piani futuri e i sogni di Massimiliano Bellarte?

Di solito non mi piace fare piani, perché sono come le buste del supermercato. Le riempi pensando di poter portare tutto in macchina, ma prima di arrivare ad aprire lo sportello si rompono!“.

 

Si ringrazia Massimiliano Bellarte per la disponibilità. Restate connessi con novantesimo.com per nuove interviste, contenuti e news dal mondo del Futsal!

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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