E’ l’otto marzo duemilaventi, l’orologio scocca le 22:37 ed il cronometro del Signor Guida della sezione di Torre Annunziata segna il minuto 90 del Derby d’Italia più silenzioso della storia recente.
In un Allianz Stadium deserto si chiude l’ultima partita (fino ad ora) della Serie A 2019\2020 e si apre il baratro per i calciofili tricolore.

L’aria che si respira dal nove marzo è più viziata del figlio di papà col Mercedes fiammante e la tristezza che attanaglia l’aria è paragonabile a quella che ha travolto lo stivale dopo il rigore di Pellè in Italia-Germania, è ufficiale: la Lega dice stop al Campionato di Serie A.

Gli italiani vagano per la strada come zombie e cercano su Facebook dirette delle partite più disparate come la seconda serie del Nicaragua.

Dalla mattina del nove marzo sono passati 50 giorni, 1.200 ore, 72.000 minuti, 4.320.000 secondi: un’eternità. Per questo oggi ci appelliamo a questi 4 punti per supplicarvi in coro di ridarci il calcio con tutte le precauzioni.

1) Il Fantacalcio

Il primo punto della nostra classifica si commenta da solo.
Questo magico gioco (ma occhio a chiamarlo così) riesce ad appassionare più di sei milioni di fantallenatori ogni anno, quasi un decimo della popolazione italiana che ogni week end scatena guerriglia urbana sotto i post di Fantagazzetta perchè “Ma come si fa a dare autogol”, “Date assist al Papu rapidi”, “5,5 a Fabian Ruiz è vergognoso, complimenti”. Potrei continuare all’infinito, ma preferisco porre solo un interrogativo: Veramente volete privarci di questa piccola gioia?

2) La leggerezza del parlare di calcio

Se c’è qualcosa che il calcio ha sempre alimentato è senza dubbio la capacità di scatenare discussioni e di essere argomento centrale di dibattiti e litigi, talvolta anche accesi: le cosiddette chiacchiere da bar. Quello che più fa stringere il cuore oggi è la mancanza dei discorsi leggeri che magari, dopo una giornata di lavoro, consentivano di sbottonare la parte alta della camicia e di alzare vertiginosamente il gomito in compagnia degli amici di una vita.

3) Le leghe minori

Avanti, chi non ha a cuore una squadra di categoria? Dal Sud Tirol al Gela passando per il Grosseto, il Foggia ed il Sorrento senza dimenticare vecchie glorie ora relegate a palcoscenici meno blasonati come Palermo e Catania. Il calcio dilettantistico è forse quello che più manca ai veri tifosi. Seguire la squadra della propria città su campi polverosi e dimenticati da Dio faceva raggiungere al sangue nelle vene temperature paragonabili a quelle della camera magmatica del Vesuvio e consentiva di respirare quell’aria magica che solo il calcio di provincia e le amanti sanno regalare.

4) Josip Ilicic

Il quarto ed ultimo punto di questa speciale classifica ha un nome, un cognome ed uno stile di gioco sublime.
Josip Ilicic è contemporaneamente il calciatore che tutti vorremmo in squadra e l’amico che tutti sceglieremmo per una rapina. La classe e l’eleganza che contraddistinguono i suoi tocchi di palla sono paragonabili alla leggiadria di Roberto Bolle unita all’intelligenza di Stephen Hawking.
La Nonna, come è stato ribattezzato per il suo incedere, disegna calcio sui campi italici da ben dieci anni nei quali ha raccolto 287 presenze e 87 reti con maglie di club.

Ridatemelo in fretta, ve ne prego.

Vi invitiamo a rispettare le ordinanze del decreto #iorestoacasa continuando a seguire le nostre pagine.

Intanto, #iorestoacasa a guardare quanto era forte Thierry Henry.

Thierry Henry – Goals e skills al debutto

Oggi ci gustiamo il primo Henry con la maglia del Monaco e per la prima volta con i Bleus.Inutile dire che già mostrava la propria classe ed eleganza sin da subito…ed i paragoni con questo Mbappé si sprecano…Che giocatore, Titi parisien!

Pubblicato da Sport, Gol e Magia su Lunedì 28 agosto 2017
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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.