La 28esima giornata di campionato si è conclusa con il posticipo cruciale tra Roma e Napoli all’Olimpico, con i giallorossi caduti in casa per 0-2 per mano di un Napoli che sembra aver ritrovato la continuità tanto attesa nei risultati.

Match che si apre con una fase di studio tra le due squadre nel primo quarto d’ora, per poi costruire la prima occasione solo al 17′ con un tiro debole di Džeko, facile preda di Ospina, ma dopo 10′ dal primo squillo giallorosso, a trovare il vantaggio sono i partenopei con una punizione di Mertens calciata sul palo che, teoricamente, sarebbe dovuto essere coperto da Pau López ma che, nella pratica, ha visto il pallone insaccarsi alle spalle dell’estremo difensore spagnolo. Poco dopo il vantaggio, il Napoli cavalca l’onda dell’entusiasmo e trova il raddoppio su una dormita collettiva della difesa giallorossa, che lascia solo prima Politano, poi Mertens che sfrutta la torre dell’ex Inter ed insacca il 2-0.

La Roma prova a reagire, sia a fine primo tempo con una buona girata al volo di Cristante, sia nella ripresa con una grande occasione sui piedi di Pedro, ieri corpo estraneo dei giallorossi, e con il palo colpito da Pellegrini.

I 90 minuti hanno proclamato il Napoli vincitore, e con questi 3 punti Gattuso si porta a 2 spanne dalla zona Champions League, mentre Fonseca scivola sesto con solo un punto di vantaggio sul settimo posto, dove si trova la Lazio, ricordiamo, con una partita in meno.

I big match sbagliati dalla Roma in stagione

Nel post-partita, Fonseca non si è di certo nascosto, eliminando ogni tipo di alibi e facendo mea culpa per il risultato sfavorevole; ai microfoni, il tecnico portoghese ha spiegato “è questione di coraggio, magari non abbiamo la mentalità per essere una squadra vincente, magari io sono responsabile di questo.”

Il coraggio che, probabilmente, è stato l’elemento mancato più di tutti nei big match giocati dalla Roma fino ad ora, infatti se osserviamo l’andamento in campionato, i giallorossi si son trovati per la maggior parte della stagione al terzo posto, ed alcune volte sono riusciti a mettere le mani anche sul secondo, ma quando arriva lo scontro diretto, i ragazzi di Fonseca sembrano quasi impauriti, e finiscono per perdere punti fondamentali per il piazzamento europeo.

Fino ad ora, contro le prime 6 della classifica, la Roma ha guadagnato solamente 3 punti, con 3 pareggi, rispettivamente contro l’Inter, e nel girone d’andata contro Juventus e Milan. Per un posto tra le teste di serie, queste gare non vanno di certo sbagliate, perché in caso di pari merito, che mai come quest’anno è possibile viste le tante squadre che puntano ai primi 4 posti, con gli scontri diretti a sfavore si rischia di buttare al vento tutta un’intera stagione.

La sconfitta, soprattutto con chi si gioca il titolo, può capitare, ma di certo a Trigoria c’è bisogno di cambiare mentalità e, come detto da Fonseca, cominciare ad essere vincenti.

Le sconfitte pesanti della Roma tra assenze e flashback

In queste ultime gare, in cui la Roma è riuscita nonostante tutto a strappare un biglietto per i quarti di finale di Europa League, eliminando un ostico Shakhtar Donetsk, non hanno particolarmente brillato alcuni dei grandi profili esperti, sui quali ci si affida proprio in partite in cui il risultato fatica a sbloccarsi.

Inoltre, gli infortuni di Mkhitaryan e Veretout non hanno sicuramente lasciato vita facile a Fonseca, in quanto entrambi per il gioco della Roma mancano molto più di quanto si possa immaginare e, nonostante siano uno un esterno e l’altro un centrocampista, sono i 2 capocannonieri della squadra giallorossa. Assieme poi a Smalling, che in campionato, causa infortuni ha giocato solamente la metà delle partite disputate fino ad ora, e con Zaniolo sempre ai box, ma per il quale il rientro sembra, ormai, questione di settimane.

Tra i fantasmi, invece, il primo sul quale ci si aspettava chiaramente di più è Pedro; anche ieri sera lo spagnolo è sembrato l’ombra di sé stesso, ma come nella maggior parte della stagione d’altronde, in cui sono mancati i colpi del grande campione qual è, come se facesse fatica ad esprimersi nel nostro campionato, estremamente capibile per un giocatore normale, ma non per Pedro, che nella sua carriera ha girato molti campionati e in ogni parte del mondo andasse, incideva e vinceva.

Un altro sul quale le aspettative erano senza dubbio più alte è Edin Džeko, trascinatore della Roma negli ultimi anni, ma che quest’anno sembra anche lui faticare ad incidere nelle partite che contano. Un motivo è probabilmente la diatriba con Fonseca, che ha visto il bosniaco fuori squadra per un periodo, dopo il quale sembrerebbe essere tornata una parvenza di pace tra i due, ma che difficilmente ha lasciato la mente libera al 9 giallorosso. Altro motivo può essere la concorrenza; infatti Džeko nel corso di questa stagione, si è seduto diverse volte in panchina, ed al suo posto gli è stato preferito Borja Mayoral, il quale nelle partite che contano ha sicuramente inciso più del suo compagno di reparto.

Gli infortuni non possono e non devono essere una scusa, ma sicuramente la Roma paga dazio del suo percorso in Europa League, motivo di vanto senza ombra di dubbio, ma che priva i giallorossi di molte energie utili per questo finale di campionato. I big match non sono finiti, mancano 10 giornate e a Trigoria chi di competenza deve caricarsi i (tanti) giovani sulle spalle, mettendosi in proprio e guidando la Roma ad un piazzamento più meritevole dell’attuale sesto posto, perché nelle parti alte corrono, e di certo Fonseca vuole evitare di inciampare ancora.

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