Focus: le sorprese e le delusioni del girone d’andata

Nel monday night di ieri si è concluso il girone d’andata con la vittoria del Parma sul Lecce per 2-0. 

Fra conferme e sorprese la classifica parla chiaro, la Juve è campione d’inverno e la Spal è il fanalino di coda. Facciamo un bilancio di come se la sono cavata finora le squadre di Serie A.

La Lazio è indubbiamente la sorpresa del campionato, mai come quest’anno è cinica e completa. Abbandonate le altalenanti prestazioni delle scorse stagioni accomunate dagli scarsi momenti di forma degli interpreti principali, quest’anno i ragazzi di Simone Inzaghi hanno un solo obiettivo in testa: vincere. 

Proprio per questo i biancocelesti sono la squadra che ha raccolto più punti (14) negli ultimi 10 minuti. Con la vittoria in rimonta contro il Brescia la Lazio ha raggiunto le 10 vittorie consecutive superando il precedente primato appartenente a Eriksson che nel 1999 aveva raggiunto quota 9 successi di fila. 

Inzaghi ha snobbato l’Europa League per concentrare tutte le sue forze in campionato. La Lazio è appena dietro la Juve e l’Inter ed è in piena corsa scudetto. C’era quel detto che diceva “fra i due litiganti il terzo gode” … chissà, ma di sicuro non è utopia. 

Tutto questo non sarebbe possibile se l’allenatore non avesse in squadra Ciro Immobile: capocannoniere con 20 reti, un goal ogni 73 minuti. A servire l’attaccante partenopeo c’è Luis Alberto già a quota 11 assist, nessuno come lui in Serie A. Poi metti che Milinkovic-Savic finalmente ha raggiunto la piena maturità e la squadra è fatta. 

A guidare la testa della classifica ci sono Juventus e Inter. I nerazzurri sono rivitalizzati dalla cura Conte ma la coperta è corta. Merito soprattutto di LuLa che hanno già messo insieme 24 goal in campionato. Il centrocampo è da rivedere anche se fin quando c’erano Sensi e Barella tutto andava per il meglio, ma non possono giocare sempre loro quindi si prova a chiudere per Eriksen, che sembra buono solo per Marotta essendo a parametro zero e Arturo Vidal che per il tecnico nerazzurro è IL giocatore, pedina perfetta per: inserimenti, goal, assist, intensità e qualità. 

Manca qualcosa anche sugli esterni, Young sembra il rinforzo perfetto coadiuvato da Spinazzola che dovrebbe andare a Milano. A fare il percorso inverso dovrebbe essere Politano, giocatore che non è mai stato preso in considerazione dal tecnico pugliese. 

La Juve è ancora distante anni luce da proporre il bel gioco tanto invocato da tutti. Il motto è uno e Sarri si adegua alle parole di Boniperti essendo arrivato primo nel girone di Champions vincendo quasi tutte le partite (16 punti su 18) ed essendo campione d’inverno. Già un risultato ottenuto per ben due volte dal tecnico toscano quando allenava il Napoli anche se l’unica cosa che conta è alzare il trofeo a maggio, risultato non ottenuto da Sarri precedentemente. 

L’Atalanta non è più una sorpresa ma una piacevole realtà. Superato il girone di Champions, sta consolidando il proprio predominio in campionato, nel quale, nelle ultime 3 giornate, ha segnato 10 goal in due partite contro Milan e Parma e ha dato spettacolo a San Siro contro l’Inter, riuscendo a strappare un buon pareggio e vedendo sfumare la vittoria grazie al rigore parato da Handanovic. 

Poco dietro c’è il Cagliari che fino a dicembre era la sorpresa del campionato. Nelle ultime giornate la squadra sarda ha accusato un po’ la stanchezza ma Maran può contare su un gruppo con giocatori di primo livello che può tranquillamente raggiungere le prime 7 posizioni che garantiscono l’accesso alle coppe. 

Fra le compagini che possono ambire a giocare la prossima Europa League ci sono anche Parma e Hellas Verona. Quest’ultimi l’anno scorso giocavano in Serie B mentre ora stanno dando filo da torcere a tutte le squadre del campionato. Juric sta compiendo un vero e proprio miracolo e con gli innesti che il presidente Setti sta regalando al tecnico i gialloblù possono guardare la classifica dall’alto. 

Il Parma 4 anni fa era in Serie D ha inanellato 3 promozioni consecutive grazie a due uomini: il direttore sportivo Faggiano e il mister Roberto D’Aversa che ha vinto i playoff in Lega Pro è arrivato secondo in Serie B e l’anno scorso non ha mai dovuto pensare a stare lontano dalla zona retrocessione. 

Fra le delusioni troviamo indiscutibilmente il Napoli. A pagarne le conseguenze è stato Carlo Ancelotti ma di solito il pesce puzza dalla testa. Infatti già quest’estate c’erano i sentori di un possibile fallimento sportivo dopo gli scarsi risultati dell’anno scorso. De Laurentis dall’alto della sua esperienza ha combinato un mezzo disastro mediatico ed ha alterato qualcosa all’interno dello spogliatoio degli azzurri.

Tutto è iniziato quando si rifiutò di prendere James Rodriguez unico e solo desiderio di Ancelotti, poi una serie di dichiarazioni scellerate in cui esprimeva pubblicamente il suo dissenso nell’adeguare i contratti dei giocatori chiave in casa Napoli. Una miriade di screzi con i calciatori che alla fine della fiera si sono rifiutati di andare in ritiro. Una gestione sbagliata dei figli del presidente e dell’allenatore. Una confusione enorme nel trovare una squadra titolare. La mancanza di un leader e di un playmaker. Tutto ciò ha causato il fallimento totale del Napoli. Per Gattuso c’è una bella gatta da pelare e i risultati dopo il suo avvento parlano chiaro 3 punti in 4 partite. 

Li in mezzo alla classifica c’è pure il Milan anche se ormai non fa notizia. I rossoneri da anni spendono fior e fior di quattrini durante il mercato ma non riescono mai a fare i colpi giusti. Cambi di dirigenza, di proprietà e di allenatori che non fanno che destabilizzare l’ambiente.

Quest’anno il tavolo dirigenziale è molto grande e si è cercato di prendere tutte le figure più importanti sia in ambito Milan sia per esperienza calcistica internazionale. Insomma il progetto c’è ma non è mai partito anzi è già deragliato quando ad Ottobre Pioli ha preso le redini della squadra al posto di Gianpaolo che era stato fortemente voluto da Maldini.

Ibrahimovic ha scosso l’ambiente ma un solo giocatore non può garantire per tutta una squadra che è evidentemente non all’altezza di un club che ha vinto 7 Champions League.

Piątek, Kessie, Paquetá sono costati complessivamente 100 milioni. Per non parlare dell’assoluto suicidio economico-sportivo compiuto dalla coppia Fassone Mirabelli che hanno disintegrato le casse del Milan. Insomma una gestione assolutamente scellerata che rispecchia il momento attuale dei rossoneri che per debiti e assestamento alle linee guide al fair play finanziario hanno dovuto rinunciare a partecipare all’Europa League.

In fondo alla classifica troviamo Spal Genoa e Brescia. La squadra di Semplici sembra irriconoscibile rispetto a quella vista negli ultimi anni nella massima serie. Il Brescia ha fatto un cambio in panchina assurdo per poi dover richiamare Corini. La situazione a Genova è disastrosa sia in sponda Samp sia per i rossoblu. Le due dirigenze ormai sono sull’orlo e hanno più volte detto di voler vendere. Se per i blucerchiati sembra meno grave del previsto la situazione, soprattutto grazie all’avvento di Claudio Ranieri per l’altra squadra della città sembra esserci un buio profondo. 

Ogni anno, anzi ogni sessione di mercato il patron Preziosi decide di cambiare: squadra allenatore, dirigenza, staff e chi più ne ha più ne metta. Società controllata dai procuratori che muovono come meglio possono le loro pedine non garantendo un minimo di progetto futuro per il grifone. L’anno scorso la Serie B fu soltanto sfiorata, quest’anno sembra che le porte del campionato cadetto siano aperte per la squadra di Nicola, che comunque è sempre riuscito a risolvere queste spiacevoli situazioni quando si è trovato a doverlo fare. 

Menzione particolare anche per Sassuolo e Fiorentina, due squadre che di solito non si trovano nelle sabbie mobili in fondo alla classifica. Commisso questa estate è arrivato e si è presentato come salvatore della patria, ha portato entusiasmo nella piazza, ha preso un assoluto campione come Ribery ed è riuscito a non vendere Chiesa. L’errore più grande è stato tenere Montella.

Peggior sbaglio non si poteva fare. Per l’aereoplanino è stato un assoluto disastro il ritorno in Viola. Ora Iachini dovrà essere bravo a sfruttare le qualità dei giocatori presenti in rosa che ad onor del vero non sono certo dei fenomeni. 

Il Sassuolo invece è come se avesse alla guida Hamilton ma su una Yamaha. È vero il pluricampione del mondo della formula 1 ha guidato la moto del Dottore ma non è certo la sua specialità. De Zerbi ha una buona squadra ma non ha la Sua squadra. Per il gioco del tecnico ex Foggia i giocatori presenti in rosa non sono del tutto adatti e proprio per questo gli emiliani sono lì in fondo alla classifica. 

Un bilancio della prima parte di stagione è stato fatto ma è anche vero che ci sono 54 punti a disposizione per tutte le squadre partecipanti al campionato e che quindi tutto può essere rivoluzionato nel girone di ritorno. Insomma di mirabolanti rimonte e di incredibile tonfi ne abbiamo visti in ogni salsa quindi finché non ci sarà la matematica a dare il suo verdetto, tutto potrà succedere.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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