Ci sono partite scandite da una rivalità unica, impossibile da far capire a chi non l’ha mai provata sulla propria pelle. Gare in cui per 90 minuti ci si gioca una stagione, anche in momenti in cui gli obiettivi e i piazzamenti delle due sfidanti sono ben diversi. Sono battaglie, più che partite, per cui le due città si preparano mesi prima, organizzando l’accoglienza più calda possibile per i nemici di una vita.

È il caso di Fiorentina-Juventus, storico confronto tra due delle 7 sorelle del nostro campionato. Le squadre si giocheranno l’accesso alla finale di Coppa Italia, in una doppia sfida che vedrà disputare l’andata all’Artemio Franchi di Firenze Mercoledì 2 marzo alle 21.00.

La squadra di Italiano proviene da una dolorosa sconfitta “sulla sirena” contro il Sassuolo per 2-1 e ci terrà a rialzarsi proprio contro i bianconeri, che dalla loro sembrano aver trovato la quadra giusta. Gli uomini di Allegri arrivano dal 3-2 contro l’Empoli nel segno di un implacabile Dusan Vlahovic, che in settimana ritornerà nello stadio che lo ha visto esplodere, ma sotto vesti ben diverse.

Una rivalità storica

Fiorentina-Juventus ha di contorno numerosi episodi che hanno plasmato una rivalità unica. Nella culla del Rinascimento il bianco ed il nero sono come banditi dalla città, che cerca in ogni modo di supportare solo e soltanto la Viola, diffidando quanto più possibile da juventini interni.

Firenze ha scelto il suo derby proprio contro i bianconeri che storicamente, oltre che per chiari motivi sportivi, vide nel club torinese il nemico numero uno, enfatizzando la lotta contro il potente che in città è molto sentita.

Scontri e tafferugli tra tifoserie son cominciati già nel campionato 68/69, poi con la nascita degli ultras viola si ebbero anche nella stagione 81/82, in cui la Juventus vinse lo scudetto proprio ai danni della Viola, con i bianconeri al centro di mille polemiche arbitrali. Ancora, in quella 85/86 con i tifosi bianconeri assediati che, una volta finita la partita giocata alle 15.00, poterono uscire dall’impianto solo dopo le 21.00.

Successivamente, un altro episodio fu durante la finale di Coppa UEFA nel 1990, in cui la Juventus vinse contro la Fiorentina per 3-1 con un gol, a detta dei toscani, irregolare. Al ritorno pareggiarono 0-0, e la Vecchia Signora venne proclamata vincitrice con altre pesanti polemiche sullo sfondo.

Anche a Torino la rivalità è sentita, con una tensione crescente già da molti giorni prima del match, come spiegò Birindelli, ex giocatore bianconero, intervenuto ai microfoni di Lady Radio circa un anno fa: “Rivalità con la Fiorentina sentita nell’ambiente Juventus? C’è sempre stata rivalità, anche da parte della squadra torinese. C’è grande aspettativa, grande tensione e grande attesa per questa sfida particolare. Specialmente quando venivamo a giocare a Firenze, c’era sempre un clima caldo.

Questione di fedeltà: da Baggio a Vlahovic

Oltre i motivi di campo, ne troviamo altrettanti extra. La Juventus nella sua storia ha tesserato moltissimi punti fermi viola, che poi si son confermati sempre più fedeli ai colori bianconeri, generando il crescente odio dei tifosi viola.

In passato c’è stato lo storico passaggio di Baggio da Firenze a Torino. Il divin codino, dopo aver ripetuto come un mantra di voler rimanere con la Fiorentina in molte occasioni, appena terminata la finale di Coppa UEFA persa proprio contro i bianconeri, annunciò il suo imminente passaggio nel club di Agnelli.

Forse l’addio più iconico del calcio moderno sia per cifre, che sfioravano le 25 miliardi di lire, sia per i disordini che si svilupparono a Firenze, con i tifosi viola in rivolta contro una società che fece di tutto per vendere il suo pezzo più pregiato, scaricando tutta la responsabilità sul giocatore, che ancora oggi non ha perdonato la scelta del club.

Più recenti invece, sono i trasferimenti di Bernardeschi e Chiesa, arrivando poi al tanto atteso Dusan Vlahovic. Il passaggio del serbo in bianconero è stato il colpo di grazia, dopo le solite parole colme di promesse fatte ai tifosi mesi prima, portate via da una ventata di aria gelida torinese.

La sera stessa dell’ufficialità, la Fiesole ha salutato Vlahovic senza troppi giri di parole, portando il serbo a richiedere una scorta personale poche ore prima di arrivare a Torino. Il giocatore stesso, oggetto di desiderio di molti club italiani ed esteri, non ha ringraziato né società né tifosi per gli anni trascorsi in viola, definendo la sfida contro la squadra che lo ha lanciato come “una partita come le altre”.

Dopo le critiche alla società per una cessione rivedibile, sia per modalità che per decisione, adesso è il turno del serbo. In città i tifosi scaldano la voce per riservare al nuovo numero 7 bianconero un’accoglienza da incubo, frutto di un alto tradimento verso il giglio toscano.

Adesso Vlahovic può diventare il terzo giocatore dei cinque grandi campionati europei in grado di segnare sia a favore che contro una squadra nella stagione in corso considerando tutte le competizioni, e questo renderà il suo ritorno a Firenze ancor più atteso da ambo le parti.

Fiorentina-Juventus: cosa c’è in palio

Le due contendenti della seconda semifinale di Coppa Italia si giocano tanto in questi 180 minuti. La Fiorentina dopo anni bui e un gioco sterile, ha trovato in Italiano un condottiero capace di dare un’impronta di calcio ben precisa, con interpreti di buon livello. La Juventus invece, in seguito a stagioni di dominio e scudetti vinti, in questa seconda parte di campionato sta cercando di rialzarsi dopo molti punti persi.

Per i Viola, Piatek sta caricando le pistole, pronto a sparare anche contro i bianconeri, come già riuscì a fare in occasione di uno Juventus-Milan nella stagione 2018/19. La Coppa Italia è la competizione preferita del pistolero, infatti in 9 presenze in Coppa Italia con le maglie di Genoa, Milan e Fiorentina ha messo a segno ben 12 reti in carriera.

Dietro di lui però si scalda anche Cabral, fresco di prima rete in Serie A nella sconfitta esterna contro il Sassuolo. Il brasiliano è arrivato subito dopo l’addio di Vlahovic, e ci tiene a farsi trovare pronto facendo dimenticare al più presto l’attuale attaccante bianconero.

Proprio in chiave Juve, oltre al serbo, a far reparto insieme a lui in attacco ci sarà probabilmente spazio per Morata, vista l’indisponibilità di Dybala per problemi fisici.

Firenze è carica, e la Juventus vuole rispondere presente, prenotando un posto in finale per cercare di mettere sui binari giusti una stagione, sin qui, deludente. Davanti a loro però, Italiano e la sua banda non si piegheranno facilmente, creando i presupposti per una battaglia tutta da vivere fino all’ultimo.

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