Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina vittoriosa sul Bologna (sua ex panchina), ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Premium Sport.

Un risultato importante?
“Sicuramente il risultato fa piacere perché abbiamo sofferto all’inizio del campionato, dobbiamo trovare continuità e forse i giocatori hanno pensato troppo alla gara contro il Verona. Oggi gli avversari hanno chiuso tutti gli spazi ma abbiamo avuto maturità nella gestione della gara, dovevamo avere più attenzione sul gol subito, ma c’è grande soddisfazione”.

Vuole spendere qualche parola su Chiesa?
“Ne spendete già troppe voi. E’ un ragazzo giovane, bravo, per fortuna ascolta poco quello che si dice intorno a lui, deve crescere, lavorare, ha ampi margini di miglioramento come tutta la squadra”.

Dove può arrivare questa Fiorentina?
“Sicuramente sei squadre sono più forti di tutte le altre ma nessuno sa come andrà a finire, dobbiamo essere ambiziosi con la consapevolezza che abbiamo buone qualità, è difficile poter pensare a dove possiamo arrivare, siamo una squadra talmente giovane e rinnovata che è davvero difficile”.

Il gol di Federico le ha ricordato il padre Enrico?
“Sicuramente, ha qualità importanti e credo sia evidente, lui come la squadra possono migliorare tanto, possono stare dentro la partita con maggiore continuità e dobbiamo lavorare”.

È Chiesa il vero top player della squadra e non quelli che sono andati via?
“Non credo ci fossero dubbi sulla sua permanenza, sa che è ancora all’inizio, abbiamo lavorato con condivisione e compattezza, sapevamo di dover cambiare tanto perché era finito un ciclo e perché alcuni giocatori volevano altre occasioni ma io sono soddisfatto della squadra, di chi è arrivato e di chi è rimasto, sono tutti giocatori importanti, tutti giocatori che sanno cosa significa giocare con questa maglia e stanno aiutando agli altri ad inserirsi bene”.

L’ingresso di Gil Dias determinante e Pezzella importante?
“Abbiamo dei buoni giocatori con buone caratteristiche, loro sono tra questi. Stanno dimostrando di reggere questo livello che la Serie A pretende. Il Bologna ha chiuso gli spazi, non credo che abbiamo avuto paura, a volte abbiamo forzato la giocata, ci è mancata lucidità perché c’era tanta voglia di dare continuità e con alcune difficoltà ci siamo innervositi. Dobbiamo lavorarci, perché dobbiamo sapere che difficilmente si può vincere 5-0 tutte le partite e se si vince lo si fa soffrendo”.

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