Fiorentina, tra la voglia di stupire e la poca concretezza

17 febbraio – 25 settembre, la Fiorentina dopo circa 7 mesi è tornata alla vittoria allontanando ogni tipologia di critica nei confronti del proprio tecnico e,soprattutto, distaccandosi maggiormente dalla zona retrocessione.

Partiamo dalle basi: Stefano Pioli, ex tecnico gigliato, viene esonerato dalla vecchia società composta dalla famiglia Della Valle. Al suo posto c’è il ritorno di Vincenzo Montella dopo gli esoneri del Milan e del Siviglia, curriculum che certo non fa festeggiare il tifo fiorentino. Il vero e proprio problema subentra con il passare delle giornate, quando anziché conquistare punti la Fiorentina sfocia in una vera e propria crisi che la spinge a giocarsi la salvezza all’ultima giornata contro il Genoa.

Conquistata quest’ultima con fatica, la famiglia Della Valle decide di vendere a Rocco Commisso, il quale decide di non stravolgere l’assetto manageriale e di formare una squadra tra giovani di spicco e veterani.

LE PRIME GIORNATE DI CAMPIONATO

C’è la voglia di cambiare rotta, si nota dalle prestazioni della squadra la quale pur giocando con diverse pressioni riesce a mettere in crisi il Napoli di Carlo Ancelotti che uscirà vincente dal Franchi grazie ad un rigore dubbio.

Vincenzo Montella propone, come proprio stile, un gioco offensivo a tratti divertente ma, pur creando tante occasioni, i viola non concretizzano le diverse occasioni da goal.

Contro gli attuali campioni d’Italia della Juventus, l’ex Milan continua a stupire schierando un attacco privo di un centravanti classico ma con due esterni come Chiesa e Ribery. Tra lo stupore e lo scetticismo la squadra toscana ferma l’armata di Maurizio Sarri e conquista il primo punto della stagione.

LE CONFERME

L’aeroplanino, galvanizzato dal risultato contro la Juventus, conferma la nuova filosofia di gioco e per circa 70 minuti domina la sfida contro l’Atalanta per 2-0.

In difesa l’esperienza di Pezzella e la forza fisica di Milinkovic respingono le avanzate di Duvana Zapata, ma è in attacco che si vede la mano di Montella. Chiesa e Ribery si cercano e si trovano in maniera eccellente, supportati dal giovane talento Castrovilli e dall’ex Bologna Pulgar. I due goal si manifestano come un barlume di speranza per la compagine viola ma è proprio sul più bello che il castello di carte, creato magicamente dal tecnico viola, crolla senza speranze.

Il pareggio al 90′ è una doccia fredda che fa riaffiorare le critiche incessanti contro Montella, soprattutto per aver cambiato a partita in corso i migliori in campo.

LA RINASCITA

La caparbietà del tecnico di origini campane ha prodotto i propri risultati: la sfida contro la Sampdoria di Eusebio Di Francesco ha portato la squadra viola a raggiungere la prima vittoria in campionato. Il gioco con due “false punte” come Chiesa e Ribery da maggior sicurezza soprattutto per le manovre offensive grazie alla capacità di entrambi di non dare punti di riferimento e di spaziare per tutto il terreno di gioco.

Il vero e proprio successo arriva domenica sera, precisamente in casa del Milan di Marco Giampaolo, club ancora alla ricerca di una stabilità tattica. La Fiorentina decide di giocarsela a viso aperto con l’obiettivo di mostrare a tutti la crescita e la propria voglia di rivalsa: il 3-5-2 continua a dare garanzie sia per la fase difensiva che per quella offensiva. La vittoria a San Siro, scala del calcio italiano, è un vero trionfo del gioco di Montella che conferma da un lato l’agonismo del 36enne francese ex Bayern Monaco e dall’altro lo doti delle giovani promesse viola.

Ora che l’ex Roma e Catania è riuscito a plasmare la propria squadra secondo le proprie idee, riuscirà a confermarle per l’interno campionato candidandosi come vera outsider? I presupposti ora ci sono tutti, la parola spetta al campo.

CONDIVIDI
Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008