Oggi è un giorno importante per la Fiorentina Cyril Thereau. L’ex punta di Chievo e Udinese è intervenuto ai microfoni dei giornalisti in occasione della sua presentazione come nuovo giocatore viola.
Ecco, dunque, le sue parole.

Cosa l’ha convinta a venire?
“In passato avevo già parlato con i viola ma sia Chievo che Udinese non volevano trattare, era molto difficile. Questa volta è stato diverso, ero vicino alla Sampdoria ma quando mi ha chiamato il mister non ci ho pensato e ho accettato. Quando sono venuto qui a giocare ho sempre avvertito grande passione. ringrazio la società e spero di ripagare la fiducia”.

Ha il rammarico di essere esploso tardi?
“Penso che sia stato anche colpa mia il fatto di non essere riuscito a impormi prima nella mia carriera. In Francia e in Belgio il calcio è diverso, non potevo esprimere tutte le mie potenzialità. Fossi arrivato prima avrei magari potuto fare meglio. Sono felice di essere arrivato in una squadra forte come la Fiorentina. Il destino mi ha portato qui”.

Obiettivo di gol?
“Sto già migliorando, negli ultimi anni ho segnato tanto. Se mi si considera una prima punta i gol che ho fatto non sono tanti ma il fatto è che ho sempre giocato o da trequartista o da seconda punta. Adesso sono però nel miglior momento di forma e conoscenza del calcio. Spero di andare oltre le cifre che ho fatto negli anni scorsi. In campo sto bene e i gol arriveranno”.

Come vuole aiutare Simeone?
“Ho fatto pochi allenamenti con lui. Ha tanta qualità e segna molto. Voglio aiutare sia lui che Babacar, non sono venuto però per fare il maestro, volendo comunque aiutare i giovani in un campionato molto difficile come la Serie A”.

Il ruolo preferito nel 4-2-3-1?
“Posso giocare ovunque: prima punta, secondo attaccante o esterno a sinistra. La squadra prova a giocare a calcio, i ruoli cambiano molto in campo e sarà bello giocare in questa squadra. Per rispondere alla domanda: preferisco fare la seconda punta”.

Cosa pensa della rivoluzione?
“Anche a Udine mi è capitato. I più anziani devono riuscire a creare il gruppo, questa è la cosa più importante. Vogliamo vivere bene insieme e giocare. I giovani possono dare tanto, hanno qualità”.

Il numero 77?
“L’ho scelto da tanto tempo. Mio fratello amava il 7, io l’11. Lui mi ha consigliato quel numero e il primo anno feci 13 gol. Mi porta fortuna”.

Esultanze particolari?
“Sarà quella di sempre, dedicata ai miei amici e a mio fratello. Ho preso ispirazione da Luca Toni nel voler fare un gesto che i bambini potessero imitare”.

 

CONDIVIDI
Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008