Intervistato da Sport Week, l’ormai ex allenatore della Fiorentina ha parlato dei suoi due anni alla guida della squadra viola, rilasciando le seguenti dichiarazioni: “Penso di aver lavorato bene a Firenze, sono riuscito a far crescere i miei giocatori e di questo sono contento.

Per me il calciatore è un processo, non un progetto. Un progetto ha un inizio e una fine, un processo ha un inizio ma mai una fine. Io devo guidarli affinché il loro processo di crescita non abbia fine. Ho dato ai miei giocatori la gioia di venire ad allenarsi e la consapevolezza di poter competere con qualsiasi avversario.

E in una città che fa della propria storia e della propria cultura un vantaggio, lascio un po’ di arte e un po’ di cultura anch’io. Principalmente nei miei giocatori.

Se Firenze mi ha capito? Non vivo col cruccio di farmi capire. Vivo per essere me stesso e so di non poter piacere a tutti. Non c’è riuscito Gesù Cristo, il più grande comunicatore di tutti i tempi. Certo, fa piacere vedere riconosciuti i proprio sforzi di dare tutto”.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008