Giovanni Simeone, centravanti della Fiorentina, ha rilasciato la seguente intervista ai microfoni del quotidiano Repubblica tracciando diversi temi, soffermandosi in particolare sulla propria biografia: “Siamo un gruppo molto coeso, con la Roma abbiamo dimostrato di voler lottare fino alla fine.

Il fatto di essere un figlio d’arte mi ha fatto un po’ soffrire da piccolo ma ora non ci penso più, perché di un attaccante contano i gol. Dopo l’eliminazione dell’Atletico ho sentito mio padre, ma era tranquillo: ‘Quando si fanno certi errori, si pagano’, mi ha detto. Tanti anni fa mi consegnò un biglietto dove c’era scritto di innamorarmi del gol.

All’inizio ero un esterno, poi il mio allenatore mi spostò come prima punta e diventai capocannoniere. Noi siamo una squadra ambiziosa, Pioli è un allenatore equilibrato. In attacco guardo sempre Thereau, che ha grande esperienza, per imparare come gestire le sue giocate.

Chiesa, invece, è un giocatore che ha molta fame. Il mio obiettivo è quello di fare più gol possibili. Tra i miei hobby c’è la pesca, ma amo molto anche meditare per rilassarmi. Non ho la ragazza, ma sono sicuro che l’amore prima o poi arriva”. A riportare è Tuttomercatoweb.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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