Fiorentina, Pioli: “Astori e Badelj erano i miei riferimenti. Europa? Ci piacerebbe, ma non sarà facile”

Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, ha parlato quest’oggi durante la festa dei 30 anni de La Repubblica – Firenze.

Queste le sue parole riprese da tuttomercatoweb.com: “Non ho trovato tantissime differenze a Firenze rispetto a quando ci giocavo. Devo dire che comunque la sto imparando a conoscere meglio adesso da allenatore che da calciatore. Adesso riesco a prendermi i miei tempi per vivere la città in ogni suo dettaglio”.

Sulla polemica scoppiata dopo la cessione di Roberto Baggio: “Fu una stagione particolare, facemmo un campionato con molte difficoltà. Nessuno di noi pensava però che Roberto ci potesse lasciare. Era una persone che stava bene alla Fiorentina, a Firenze e in quella società. Ho vissuto quel momento in modo particolare, perché mi ero rotto il ginocchio e durante quella contestazione mi trovavo proprio a Villa Donatello, al centro della contestazione”.

Sulla sua vita a Firenze: “Quando cerco serenità e ispirazioni vado in bicicletta. Mi piace molto anche passeggiare di sera in centro, scoprendo angoli della città insieme a mia moglie o anche da solo. Adoro per esempio andare al Piazzale o, ancora meglio, a San Miniato”.

Un difetto dei fiorentini: “Sono brontoloni (ride, ndr), ma dentro a questo essere brontoloni hanno anche un fantastico senso di ironia”.

Un pregio dei fiorentini: “Il cuore. Lo hanno dimostrato e continuano a farlo nei momenti in cui serve”.

Su cosa gli dicono i tifosi che lo incontrano per strada: “Mi dicono ciò che mia madre mi ripete tutti i giorni: ‘Mi raccomando’ (ride, ndr)”.

Sulla qualificazione in Europa: “Ci piacerebbe molto, ma non sarà facile. Non voglio mettere le mani avanti ma credo che sia chiaro a tutti che sei formazioni sono più forti delle altre. Poi è chiaro che dietro ci siamo anche noi, pronti ad approfittarne. In questo momento vedo una Fiorentina ambiziosa, ma ancora non vincente. Tra ambiziosa e vincente c’è un passaggio che dobbiamo colmare”.

Sulla Coppa Italia: “Non può essere un obiettivo secondario, è giusto puntarci e vogliamo arrivarci nel miglior modo possibile”.

Sul dramma Astori: “Astori e Badelj erano i miei riferimenti. La squadra era cambiato tanto e io mi sono appoggiato molto a loro. Davide era un punto di riferimento non solo per me, ma per tutti. Quello che è successo è stato tremendo, ma mi ha spinto ad apprezzare ancora di più i miei giocatori dal punto di vista umano.

Quello che ha detto recentemente Vitor Hugo è la verità: Davide è con noi. I ragazzi dell’anno scorso sono stati molto bravi a far capire questa situazione anche ai nuovi. Siamo sicuramente una squadra che ha un motivo in più per fare bene. I ragazzi sono stati molto forti, uniti e contatti. Ho semplicemente detto loro di portare avanti quello che avevamo iniziato con Astori”.

Sul suo sogno da bambino: “Volevo fare il postino, come mio padre e mio fratello. Per fortuna ero bravo a giocare a pallone”.

Sul rapporto che ha coi propri giocatori: “Mi affeziono tanto ai miei calciatori, a questo gruppo in modo particolare. Credo che quello che c’è successo ci abbia uniti ancora di più, facendoci sentire ancora più forti”.

Su Biraghi: “Ho provato tanta soddisfazione dopo il suo gol alla Polonia. Soddisfazione per il lavoro che abbiamo fatto e per la sua grande voglia di migliorare. Era consapevole dei suoi difetti. Lui è uno di quei calciatori che col lavoro possono migliorare molto il loro rendimento”. 

Sui giovani: “Mi piace molto allenare i giovani. La mia soddisfazione più grande è portarli al massimo livello possibile”.

Su cosa non ama del calcio: “La maleducazione e certi atteggiamenti che vedo allo stadio. Credo che in Italia si possa migliorare ancora molto da questo punto di vista”.

Su cosa lo fa emozionare“Il tragitto dall’albergo allo stadio è sempre emozionante, con tanti tifosi che ci vengono a caricare prima della partita”.

Su Chiesa“Ha delle caratteristiche molto soggettive: uno strappo in velocità importante, calcia col destro e col sinistro. Sta arrivando a una completezza che gli permetterà di essere al top”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.