Fiorentina, Pioli: “Voglio restare qui a lungo. Un errore non giocare insieme a Milan e Atalanta”

Dopo un’annata “speciale”, decisamente e inevitabilmente influenzata dalla vicenda relativa alla morte del capitano Davide Astori, Stefano Pioli ha avuto modo di effettuare i primi bilanci sulla prima annata sulla panchina della Fiorentina.

Ecco di seguito le parole dell’ex tecnico di Inter e Lazio, il quale ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Premium Sport: “Io come Ferguson e Wenger? Mi piacerebbe restare qui a lungo perché ci sono le possibilità di fare un ottimo lavoro e lo abbiamo dimostrato anche quest’anno. Al di là di quanto ci è successo è stata una stagione in cui abbiamo centrato l’obiettivo fissato in estate: gettare le basi per allestire una squadra sempre più forte”.

Poi un commento sui propri gioielli:Chiesa è cresciuto tanto ma può far di più in fase realizzativa. Se mi auguro di allenarlo almeno un altro paio di anni? Sì e credo anche a lui farebbe bene restare con noi qualche altra stagione. Badelj? Pure per lui il mio desiderio è che rimanga, è giocatore importante in campo e fuori. C’è una trattativa in corso, staremo a vedere”.

Sul riscatto di Sportiello dall’Atalanta: “Mi aspettavo una crescita maggiore all’inizio ma davanti a qualche difficoltà ha saputo riprendersi, a mio avviso Marco ha fatto bene ed è un buon portiere. Presto faremo le nostre valutazioni”. Pioli poi elogia il suo bomber, Giovanni Simeone: “E’ un piacere allenare giocatori come lui, che danno sempre tutto e lavorano sempre per migliorare. Per me è già un campione anche se può crescere ancora.

È stato un errore non farci giocare domenica scorsa in contemporanea con Milan e Atalanta. Comunque ora pensiamo a chiudere bene la stagione, ci meritiamo contro i rossoneri una partita seria.

Come migliorare la squadra? Allestendo una rosa più competitiva anche nelle cosiddette alternative. C’è in tutti l’impegno di continuare con il lavoro ad onorare la memoria di Astori. Per me è stato un anno difficile per quanto ci è successo ma anche importante, mi sono messo in discussione e ne esco migliorato come allenatore e come persona”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.