Fiorentina, ottimi talenti ed esperienza ma manca ancora qualcosa. Di cosa hanno bisogno i viola?

Tifosi Fiorentina

La stagione appena iniziata rappresenta per la Fiorentina un vero e proprio “anno zero”: nel corso dell’estate infatti la società è stata rilevata da Rocco Commisso, noto imprenditore americano, nonché fondatore di Mediacom e proprietario dei New York Cosmos, che ha gettato le basi per un progetto ambizioso a lungo termine il cui fine dovrebbe essere quello di far divenire i viola il fiore all’occhiello del calcio italiano.

Dopo una stagione piuttosto travagliata come quella precedente, terminata con Vincenzo Montella in panchina, la società ha deciso di intraprendere l’Era Commisso affidandosi ancora al tecnico campano. Per quanto concerne il mercato in entrata, sono approdati in Toscana diversi profili interessanti, quali Lirola e Boateng dal Sassuolo, Pulgar dal Bologna, il figliol prodigo Milan Badelj, di ritorno dalla Lazio, ma soprattutto Franck Ribery, per anni stella del Bayern Monaco ora alla ricerca di un’ultima grande avventura nel nostro campionato; non vanno poi dimenticati i ritorni dai rispettivi prestiti di giovani che ben si sono comportati in cadetteria, su tutti Venuti dal Lecce, Sottil dal Pescara e Castrovilli dalla Cremonese, senza dimenticare l’importante innesto di Dragowski, le cui parate hanno permesso all’Empoli di sfiorare la permanenza in massima serie fino a pochi minuti dal termine del campionato.

Anche dal fronte cessioni si è vissuta una sessione piuttosto calda sulle rive dell’Arno; hanno infatti fatto le valigie giocatori a cui lo scorso anno è stato concesso un minutaggio piuttosto importante come Edmilson Fernandes, Gerson, Mirallas, Veretout, Muriel, Lafont e Biraghi.

E’ proprio nella corsia difensiva di sinistra che al momento risiedono le maggiori incognite per i viola: al posto di Biraghi infatti il mercato ha portato alla corte di Montella il giovane Terzic dalla Stella Rossa e Dalbert, arrivato dall’Inter in prestito secco all’interno della trattativa per l’ormai ex terzino viola; per diverse settimane uno dei nomi più gettonati è stato quello del milanista Laxalt, approdato però al Torino in queste ultime ore.

A far sorridere l’ambiente ci ha pensato invece la gioventù in dote alla squadra, che ha dato ottimi segnali nella prima partita di campionato con il Napoli, nonostante sia culminata con una sconfitta. Giocatori come Venuti, Castrovilli, Sottil e l’enfant prodige Dusan Vlahovic, hanno infatti dimostrato di poter dare un grosso contributo alla causa. Tra questi nomi non è stato volutamente inserito quello di Federico Chiesa poichè stella di questa squadra ormai da diverse stagioni, che dopo un’estate piuttosto turbolenta per le diverse voci di mercato sul suo conto è chiamato a prendere le redini della Fiorentina.

Chiesa

La rosa, nonostante l’ottimo lavoro svolto da Pradè e Corvino, potrebbe necessitare anche di altri due innesti: uno in attacco, vista l’imminente partenza di Simeone, con la dirigenza gigliata in forte pressing su Pedro della Fluminense per sostituirlo, e anche a centrocampo.

Nonostante sia Montella che Antognoni tengano in grande considerazione sia Castrovilli che Zurkowski, messosi in luce durante l’europeo U-21 con la Polonia, proprio in queste ore è in corso una trattativa per la stella dell’Udinese Rodrigo De Paul, che potrebbe essere utilizzato sia da mezzala nel 4-3-3, ma anche in un ipotetico 4-2-3-1 come trequartista alle spalle della punta. Se davvero quest’operazione dovesse concretizzarsi, la Fiorentina andrà inserita di diritto tra le pretendenti ad un piazzamento europeo, con le quali in ogni caso il gap si è ridotto grazie al lavoro svolto sul mercato dagli uomini mercato della società.

In data 30 di agosto, risulta davvero difficile fare previsioni sull’andamento della stagione appena iniziata. Molto dipenderà dalle capacità di Montella, reduce da annate tutt’altro che esaltanti tra Milan e Siviglia, di trasmettere le proprie idee di gioco alla squadra: nel caso in cui l’Aeroplanino dovesse riuscirci, per i tifosi viola si prospetta una annata sicuramente entusiasmante, quantomeno a livello di spettacolo espresso in campo.

Un’altro fattore fondamentale sarà la capacità dei numerosi nuovo acquisti di integrarsi e capire una piazza calorosa ma allo stesso tempo molto pretenziosa come quella toscana, prima alleata in caso di risultati positivi ma anche prima nemica qualora le aspettative di inizio anno non dovessero poi concretizzarsi.

Se tutti questi tasselli dovessero incastrarsi però, quella appena iniziata potrebbe essere la stagione della rinascita calcistica per la società, che si augura di riuscire a regalare importanti soddisfazioni ai propri tifosi, che a loro volta sognano di rivivere l’entusiasmo provato in annate magiche come quelle 2007/2008 e 2008/2009, culminate con due fantastiche qualificazioni in Champions League.

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