Fiorentina-Juventus, storia di un’antica rivalità

Il calcio è per tutti una passione intoccabile, tanto che può divenire motivo di discordie ed acerrime rivalità. Naturalmente, tra quest’ultime, compaiano non solo i derby cittadini ma anche le sfide più accese come quella che si presenterà sabato 14 al Franchi tra Fiorentina e Juventus.

Da una parte vedremo un club che ha sempre improntato la propria storia sulla bellezza e sull’attaccamento ai colori e alla città gigliata; dall’altra c’è il potere, la fame di vittoria ed un’arroganza sportiva che ha spinto molti tifosi ad invidiare lo “stile” bianconero.

LE RADICI DELLA RIVALITA’

Le basi di tale storica sfida si evidenziano nel lontano 1928 quando, dopo un sonoro 11-0 a favore della Juventus, il Giornale di Torino apriva la propria pagina sportiva con il titolo: “Firenze…un dici nulla“. La miccia che fece detonare la bomba, però, è nell’anno del mondiale in Spagna del 1982 in quanto, durante le ultime giornate di campionato, Fiorentina e Juventus erano a pari punti. La prima, però, pareggiò in casa del Cagliari dopo un goal annullato a Graziani; la seconda, invece, vinse di misura a Catanzaro con un rigore dubbio portando a casa lo Scudetto. I tifosi viola reagirono alla delusione esponendo lo slogan “Meglio secondi che ladri“.

COPPA UEFA 1990

Alberto Di Chiara, ex centrocampista viola, ha pubblicato un libro con il nome di “Quella sporca finale”. Siamo sull’1-1 Casiraghi spinge in area Pin, l’arbitro danese Aladren non fischia, su ribattuta lo stesso Casiraghi porta la coppa a Torino. Firenze insorgerà tanto che sarà lo stesso Celeste Pin, passando davanti ai microfoni Rai, ad urlare un laconico “Ladri!”

DA FIRENZE A TORINO…

I soli 400 km di distanza possono, alcune volte, movimentare piazze intere sopratutto quando i protagonisti sono i calciatori e non più le partite domenicali. Il caso più eclatante fu il passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus, un’umiliazione per il mondo viola che difficilmente verrà superata.

La famiglia Pontello, proprietaria negli anni 90′ del club toscana, per risanare le proprie casse cede il Divin Codino alla rivale storica, andando anche contro alla volontà del giocatore stesso. Piazza Savonarola viene presa d’assalto dai supporters viola mettendo fine al rapporto con la società stessa. A cercar di risolvere la situazione fu lo stesso Baggio che arrivando al Franchi con la maglia bianconera gioca una partita nettamente al di sotto delle aspettative, rifiutando anche di calciare un rigore. Verrà sostituito e durante l’uscita dal campo raccoglierà una sciarpa della Fiorentina che terrà con sè fino all’ingresso negli spogliatoi.

Nell’estate 2017 un’altra delusione incombe in casa Fiorentina: il talentuoso Federico Bernardeschi, dopo una vita in viola, decise di sposare il progetto della Juventus. Decisione mai digerita da Firenze che lo vedono ancor’oggi come un vero traditore, sperando di non rafforzare tale pensiero con Federico Chiesa, esterno d’attacco vicino ai bianconeri nell’ultima sessione i mercato.

TRA GIOIE E DOLORI

Fiorentina- Juventus non sarà mai una partita come le altre, lo confermano i goal di Batistuta sotto la curva Fiesole, la tripletta di Pepito Rossi con Montella in panchina passando per il 5-0 di Antonio Conte con esultanza vicino alla bandierina.

La nuova proprietà viola, Commisso e Barone in primis, hanno infuocato la sfida rilasciando dichiarazioni forti come: “Non farei il giro del campo di Agnelli neanche per 2 miliardi”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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