Penultima sfida per Paulo Sousa sulla Panchina della Fiorentina che, alla vigilia dell sfida contro il Napoli di Maurizio Sarri, prendendo la parola in sala stampa, ha cercato di analizzare il finale di stagione della sua squadra e soprattutto le situazioni legate ad alcuni giocatori:

Quella di domani può essere considerata una finale?
“Il Napoli è una squadra che crea grandi difficoltà. Dobbiamo fare bene, cercando di tenere la palla e dare fastidio ai partenopei che sono molto bravi ad alzare il pressing. Fin dall’anno scorso hanno fatto bene, in questa stagione sono migliorati tanto. Siamo stati comunque in grado di dargli spesso fastidio e ci proveremo anche domani”.

Come sta Saponara?
“La sua evoluzione procede bene, lo vedo molto più come un giocatore offensivo. Ha un infortunio cronico che abbiamo affrontato con sensibilità, per permettergli di poter scendere in campo con regolarità”.

La Fiorentina ha fatto sempre bene contro il Napoli ma domani sarà molto dura. Ha fatto riflessioni tattiche in vista della sfida di domani?
“Mancheranno Borja Valero e Astori e per questo cambierò qualcosa”.

Un rimpianto per questa stagione?
“Parlo solo della partita, ho già affrontato l’argomento in passato. Lavoriamo per vincere ogni partita”.

Cosa pensa di Sarri?
“Ha messo molta qualità nella sua squadra. Spesso ho giocato nel 4-3-3, è un ottimo modulo e il tecnico ha fatto molto bene. La rosa del Napoli è migliorata molto”.

Come sta Badelj?
“Vedrete al momento delle convocazioni se sarà a disposizione”.

Il Napoli è la squadra più spettacolare?
“Per certi versi sì, ma ci sono altre squadre che propongono un grande gioco, come la Sampdoria e la Roma”.

Sta pensando alle due punte?
“Servirà l’approccio giusto. Abbiamo iniziato la stagione con un modulo con due attaccanti e l’ho riproposto anche a metà stagione. È una possibilità”.

Domani si alzerà dalla panchina?
“Cercherò di fare le migliori decisioni per vincere la partita”.

Le sembra normale non giocare le ultime gare in contemporanea?
“Lo sappiamo dall’inizio e lo dobbiamo accettare”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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