Dopo la dilagante vittoria di domenica ai danni dell’Hellas Verona, il terzino della Fiorentina Cristiano Biraghi ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Lady Radio, in cui ha parlato dei 3 punti conquistati alla terza di campionato, oltre che del suo arrivo a Firenze.

Queste le parole del terzino ex Pescara:

Su domenica: “La vittoria ci serviva, se arriva così ancora meglio. Ci mancavano i tre punti, le prestazioni pur con qualche errore c’erano state. Da domenica è iniziato il nostro campionato. Sappiamo che dobbiamo migliorare in tante cose, ci sono molti nuovi e non lavoriamo insieme da tanto. Ma una vittoria così non arriva per caso: abbiamo qualità e dobbiamo lavorare ogni giorno per fare il massimo fino alla fine dell’anno. Ancora dobbiamo amalgamarci bene. Alcuni stranieri ancora faticano con l’italiano ma siamo tutti bravi ragazzi e vogliamo fare gruppo. Siamo vogliosi di dimostrare, essendo giovani.”

Su Benassi: “Lo conosco da tanto, abbiamo passato momenti belli e brutti in U21, con gioie e dolori. Abbiamo un certo tipo di rapporto ma mi trovo bene con tutti: anche gli stranieri sono a posto. Normale parlare di più con gli italiani, condividiamo la lingua. In una stagione ci saranno momenti difficili e quelli belli: l’importante è rimanere equilibrati. Non gioire troppo né demoralizzarsi troppo.”

Sul rapporto coi tifosi: “Da quando sono arrivato il calore dei tifosi è stato importante. Anche dopo il ko con la Samp sono stati con noi e a Verona sapevamo di avere supporto. Siamo uniti con la tifoseria: sappiamo che sono importanti, e viceversa. Insieme possiamo raggiungere buoni obiettivi. La cosa più importante, oltre al risultato, è rendere conto alla piazza e alla società, dando il massimo di quello che abbiamo. In campo può succedere di tutto, ma approccio e voglia non devono mai mancare. Fin qui non sono mai mancati e non mancheranno”.

Sull’arrivo a Firenze: “Mi ha contattato l’agente, che ringrazio, e in tre-quattro ore ero a Firenze. Avevo fatto la preparazione con il Pescara: anche se ero in uscita avrei dovuto farmi trovare pronto sin da subito. Per ora mi è servito, vediamo. Questa è un’occasione importante, non so se della vita: do il massimo tutti i giorni e poi vedo cosa viene. È uno dei più grandi club in Italia, e ogni volta che ho indossato questa maglia ho avuto una grande emozione. Mi fermerò a Firenze: non voglio spostarmi. Sono arrivato in una società importantissima, che ne ha poche davanti. Non vedo motivi per spostarmi”.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

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