L’avvocato Carlo Rambolà, avvocato e esperto di diritto sportivo, è intervenuto a FirenzeViola.it sul caso Borja Valero-Fiorentina, con la società gigliata che ha minacciato di passare alle vie legali.

A mio giudizio, non esistono i margini per una querela da parte dell’ACF Fiorentina contro il suo giocatore, il quale ha soltanto espresso, in privato e fra amici, il suo malumore sulla propria situazione contrattuale, senza formulare giudizi offensivi, e quindi diffamatori, sulla società viola. D’altronde, anche se il tono utilizzato da Borja Valero è a tratti un po’ colorito, non si può parlare di diffamazione, perché lo spagnolo ha utilizzato un modo dire per esprimere la propria frustrazione. Prova ne è che, nel proferire quelle frasi, il calciatore ha la voce rotta dalla commozione. Chiarita l’irrilevanza, dal punto di vista penale, della vicenda in commento, la mia opinione è che la Fiorentina potrebbe, al limite, agire in giudizio contro il suo tesserato soltanto se quest’ultimo avesse firmato un contratto in cui si fosse impegnato a non divulgare in pubblico alcun tipo di notizie sul suo rapporto con la società.

A mio avviso, peraltro, è proprio Borja Valero ad essere la principale vittima di questa situazione, perché a causa di un amico (o presunto tale) che ha tradito la sua buona fede si trova adesso sulla bocca di tutti. Il messaggio vocale era destinato ad una conversazione privata, e tale sarebbe dovuta rimanere”.

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