Dopo le elezioni di lunedì, che non hanno dato risultati, Roberto Fabbricini è stato incaricato dal presidente del CONI Giovanni Malagò di riformare il calcio italiano.

Il neo-commissario della Federcalcio ha commentato così il suo insediamento da numero 1 provvisorio ai microfoni di Radio Crc:

“Non sento il peso di questo ruolo, mi sto recando in Federcalcio per presentarmi a tutti quelli che lavorano in Federazione. Serve spirito di entusiasmo e di collaborazione da parte di tutti. D’altronde il calcio è uno sport di squadra. Se hai un Maradona vinci una volta, ma non vinci sempre. Credo che la complessità del mondo del calcio dipendono un po’ dalle regole che lo governano. Inoltre questo sport è nell’occhio del ciclone perché è lo sport di tutti. Questo passaggio che si sta verificando nasce da un insuccesso sportivo, ma questo non deve condizionare il lavoro di una Federazione perché lo sport è fatto di vittorie, ma anche di sconfitte. Il testimone più preciso di questa sconfitta è nella Lega calcio di Serie A. Il commissariamento può essere prolungato, ma non è un obiettivo anche se il regolamento del CONI lo prevede. Costacurta? Va al di là del bravo calciatore, è una persona di buon senso entrata nel mondo del calcio come membro dell’organizzazione dell Europeo Under 21 che avverrà tra qualche anno. Sarà lui a mantenere i contatti con i potenziali CT, poi sarà l’intera commissione a decidere. L’obiettivo è individuare una persona di gran carisma che conosce bene anche il tessuto delle squadre di Serie A. Mancini? Ieri ne abbiamo parlato con Costacurta, credo che abbia già avviato i primi contatti sfruttando anche la presenza di Mancini a Roma. Gigi Di Biagio sembrerebbe la soluzione più logica e normale per le prossime due amichevoli. La commissione poi si avvarrà anche di Bernardo Corradi, persona di grande spessore”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.