Il personaggio lo conosciamo tutti, il calciatore anche ma il dubbio amletico che attanaglia i pochi romantici del bel calcio è ‘perché non ha assecondato il talento?’.

La risposta è semplice. Perché oggi parliamo di Antonio Cassano, uno dei talenti più puri del nostro campionato, un vero e proprio personaggio shakespeariano che ci ricorda in che razza di dualismo si viva: un coacervo di virtù e vizio tanto ben amalgamati da non riuscire più a scindere l’uno dall’altro. Fantantonio o Peter Pan come usava definirlo Carlo Zampa, telecronista tifoso della Roma, ci ha regalato diversi momenti di calcio meravigliosi, anche se tendiamo a dimenticarlo e a ricordare le Cassanate. Noi di Novantesimo.com abbiamo voluto selezionarne 5 per voi.

18/12/1999 – Molti temevano che da lì a una dozzina di giorni sarebbe finito tutto, il mondo, si intenda. Ma l’unica vera fine del mondo c’è stata in questa data. Antonio aveva esordito nella giornata di campionato precedente con la maglia numero 18 del Bari, lui che nel capoluogo pugliese era nato soltanto 17 anni prima. Già un’ora e mezza prima della gara il San Nicola era una bolgia, 170 minuti dopo il computo dei decibel è addirittura aumentato. Il punteggio era in una situazione di equilibrio: 1-1, il solito Christian Vieri ed Enyinnaya sui due piatti della bilancia. Antonio mette già in mostra le sue qualità di assist-man servendo con un filtrante di nuovo il nigeriano che però si fa respingere il destro. Ma all’ottantottesimo minuto della quattordicesima giornata del campionato 1999/2000 Cassano fa qualcosa di meraviglioso: su un lungo lancio lui controlla di tacco, poi di testa, la palla fa due rimbalzi a terra, un tocco di esterno, un altro con il piede sinistro per preparare il destro che fulmina dolcemente il portiere nerazzurro Fabrizio Ferron sul primo palo. Tutto questo in corsa. Poesia.

13/01/2002 – Prima giornata di ritorno. Cassano veste la maglia della Roma e in quell’anno la Roma portava il tricolore sulla maglia. Comunque, Antonio, appena subentrato a Marco Delvecchio, viene servito dal solito Pendolino Cafù che aveva appena rubato questo prezioso pallone con uno dei suoi soliti cross perfetti. Il brasiliano la tocca sotto verso il secondo palo, sul secondo palo c’è Antonio che si coordina e colpisce in semirovesciata: la palla rimbalza a terra, beffa ancora Ferron – una maledizione – di nuovo sul secondo palo.

08/02/2004 – Roma-Juventus, siamo intorno al decimo minuto e Cassano e il suo mentore Francesco Totti stanno dando spettacolo, la loro intesa in quella stagione, probabilmente senza eguali nella storia, crea la prima occasione da rete giallorossa: una serie di quattro triangolazioni tra i due e il dribbling di Totti portano al fallo di Montero che causa il calcio di punizione che quasi costa lo svantaggio ad un comunque attento Buffon. Siamo al 53′. Totti realizza il rigore mentre Antonio non vuole guardare. Appena sente il boato del pubblico si volta, si accerta del goal e schizza con a borraccia sul volto di un membro dello staff giallorosso. Dopodiché l’ira di Dio: Fantantonio dribbla mezza difesa bianconera ma spara di poco sopra la traversa, dopo pochi minuti, al minuto 71′ Amantino Mancini lo pesca sul primo palo che al volo, in torsione, di piatto sinistro imbuca. Altri 14 minuti ed è ancora il brasiliano a servire il talento di Bari vecchia che sempre in torsione colpisce di testa davanti ad un impotente Buffon. Antonio corre verso la bandierina, le dà un calcio e la spezza, così, perché l’impatto sul match non bastava. Nelle orecchie dei tifosi risuona ancora l’esultanza del succitato Carlo Zampa: “stasera me butto ar Tevere Anto’!”.

30/09/2007 – Il primo goal in maglia blucerchiata di Antonio Cassano arriva quando si trova ad affrontare l’Atalanta e al 38′ del secondo tempo su illuminante lancio del Capitano Sergio Volpi scatena il delirio in Gradinata Sud. Non è solo un momento di grande calcio: ma è uno degli istanti più emozionanti per coloro che Cassano ce l’hanno nel cuore. Questo goal segna il suo ritorno in Italia da Madrid dove prese il soprannome El Gordito ‘il Grassottello’ per il suo evidente stato di sovrappeso di nuovo alla corte di Fabio Capello. Questa stagione (2007/2008) avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta della sua carriera: calcisticamente non possiamo dire che non fosse esploso, ma le sue dinamiche caratteriali, nonostante i 42 goal e 41 assist in 115 presenze non erano d’accordo. In blucerchiato non ha praticamente mai varcato il campo senza incidere sulla partita.

27/10/2013 – Dopo le parole al veleno dirette ad Adriano Galliani nella stagione in cui il Milan lo sostenne durante la sua malattia di natura ischemica che lo tenne lontano dal campo parecchio tempo e dopo una stagione con la maglia degli avversari di una vita (l’Inter), Antonio passa al Parma. Insomma, la partita contro il Milan a cui si fa riferimento vide come protagonista assoluto Marco Parolo con 2 goal e un assist. L’assist fu proprio in favore di Fantantonio che fredda Gabriel sul suo palo. Abbiamo voluto selezionare questo goal proprio perché, considerando il punto di vista di Antonio, rappresenta la sua rivincita sul Milan di un Galliani che “faceva tanto fumo e poco arrosto“.

In una parola, quindi, Fantantonio, giocatore completo, o quasi. Non stiamo poi qui a disquisire su quanto i suoi lati caratteriali possano averne oscurato talento: è Antonio, è fatto così. Spesso si tende a parlare delle Cassanate, così come le definì Fabio Capello entrando nell'”albo” dei neologisti del XXI secolo, e di quelle soltanto. La redazione di Novantesimo.com vuole con questo omaggiare questo campione per quello che ha fatto sul terreno di gioco e ringraziarlo di aver contribuito, seppur a fasi alterne, a regalare alla Serie A dei momenti di calcio magnifico.

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Nasce a Roma nel 1991. Appassionato di parole, in qualsiasi forma o attraverso qualsiasi mezzo di trasmissione.

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