Fallo di mano e VAR: la Serie A riparte tra dubbi e polemiche

Dopo mesi di attesa è finalmente tornata la Serie A, e insieme al solito carico di emozioni, sorprese e alcune novità ha portato anche le prime polemiche. Al termine della prima giornata sono infatti diversi i casi che hanno attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e l’ira di alcuni tifosi scontenti di alcune decisioni arbitrali.

Una regola poco chiara

Si tratta, come spesso accade, dei falli di mano. Ma andiamo con ordine: il fallo di mano, specie quando si verifica all’interno dell’area di rigore è stato spesso oggetto di svariate discussioni nel passato recente e non. Nell’occhio del ciclone c’è sempre stata la mancanza di uniformità della regola stessa che lasciava, fino all’anno scorso, una discreta libertà di giudizio all’arbitro. Il Direttore di Gara infatti, seguendo il regolamento, doveva tenere conto di numerose variabili come la volontarietà del gesto, la distanza tra il giocatore che commette il fallo e il punto in cui il pallone veniva calciato, il braccio che non sarebbe dovuto andare incontro al pallone ma dalla parte opposta, il movimento del braccio più o meno congruo in relazione al gesto che il giocatore compiva, il braccio eccessivamente largo che va di conseguenza ad aumentare il volume del corpo ed infine il cambio della traiettoria del pallone a seguito della deviazione con il braccio o con la mano. Insomma, la confusione era già parecchia e mancava totalmente la componente “oggettiva” che avrebbe permesso di giudicare punibile o meno un fallo di mano in qualunque situazione, infatti si è sempre parlato di fallo soggetto a interpretazione proprio in relazione alle innumerevoli variabili di cui un arbitro doveva tenere conto.

L’introduzione delle nuove regole

Quest’anno però le cose sono cambiate grazie ad alcune modifiche apportate al regolamento dall’International Board della FIFA riguardanti vari aspetti del gioco come ad esempio la posizione dei piedi del portiere durante la battuta dei calci di rigore, la famosa “barriera allungata” da parte della squadra che attacca nei calci di punizione, il tocco da parte dell’arbitro e soprattutto i falli di mano da parte di chi difende, attacca, o entra in scivolata. Abbiamo deciso di concentrarci sugli ultimi punti in elenco soprattutto perchè già dal primo turno di Campionato sono emerse le prime polemiche a riguardo, i primi errori e fraintendimenti. Ecco le modifiche riguardanti i tocchi di mano che sono entrate in vigore dal primo di Luglio e che vedremo nei nostri campi almeno per tutta la stagione 2019/20. Saranno considerati da annullare tutti i goal segnati con un tocco di mano, a prescindere dal fatto che si trattasse di un tocco volontario o involontario. Sarà fischiato un fallo di mano ogni volta che il braccio sarà largo e anche quando verrà considerato in una posizione non congrua al gesto che si compirà, basterà che le braccia siano in linea con le spalle o che addirittura le superino.

Gli errori dell prima giornata

Il primo episodio è arrivato Sabato durante l’anticipo serale che si è giocato al Franchi tra Fiorentina e Napoli: Zielinski colpisce la palla con il braccio (largo) impedendo a Castrovilli di mantenere il controllo del pallone e l’arbitro, dopo aver consultato il VAR, decreta il calcio di rigore che Pulgar trasformerà in rete. Un anno fa non saremmo neanche stati qua a parlarne perché sarebbe stato giudicato come tocco involontario in quanto avvenuto a seguito di un controllo di petto che ha fatto poi carambolare la palla sul braccio del giocatore del Napoli. Oggi la regola parla chiaro (almeno in parte): qualsiasi tocco in area con braccio largo porterà a un calcio di rigore. Gli altri due episodi sono arrivati Domenica, il primo durante Udinese-Milan con i Rossoneri che si sono visti negare un rigore su un tocco con il braccio da parte di Samir arrivato a seguito di un calcio d’angolo dalla destra in cui lo stesso Samir ha tentato il colpo di testa impattando il pallone con il braccio sinistro. L’arbitro Pasqua ha deciso di lasciar correre dopo l’on field review giudicando la posizione del braccio congrua rispetto al movimento del giocatore, il braccio rimane comunque largo e alla luce del rigore concesso alla Fiorentina e alle norme del regolamento, il mancato fischio è giudicabile corretto da una parte e un possibile errore errore dall’altra ed è quindi scoppiato il caso. Passano poche ore e in serata il Brescia vince contro il Cagliari in trasferta grazie a un rigore trasformato da Donnarumma. Si è trattato anche questa volta di un calcio d’angolo dalla destra in cui Cerri (girato di spalle) colpisce la palla con il braccio dopo un colpo di testa di Chancellor, l’arbitro consulta il VAR: braccio largo e rigore per il Brescia. Si fa fatica a capire quale sarà la linea che verrà adottata d’ora in poi e almeno fin’ora abbiamo assistito ad alcune decisioni controverse figlie di una regola modificata di recente ma ancora poco chiara e per alcuni versi forse da mettere a punto.

E il VAR?

Alcune contestazioni sono arrivate anche all’indirizzo del Video Assistant Replay per la mancata consultazione dello stesso su un presunto fallo ai danni di Ribery (iniziato fuori area e per questo motivo stando al protocollo il VAR non interviene) nella stessa partita in cui il Napoli ha guadagnato un calcio di rigore abbastanza dubbio con Mertens che si lascia cadere troppo facilmente in area, un episodio ancora una volta non rivisto al VAR ma semplicemente discusso con il Silent Check. Sotto accusa dunque l’utilizzo della tecnologia con la mancata comunicazione tra gli arbitri coinvolti e le modalità di revisione delle azioni di gioco che potrebbero essere riviste. La messa a punto del regolamento aggiunge nuovi fattori che gli arbitri dovranno tenere in considerazione e per quanto riguarda le regole relative ai falli di mano, come dichiara lo stesso Rizzoli, si è cercato di ridurre al minimo il “fattore interpretazione” cercando di arrivare a una norma “più oggettiva” che porti gli arbitri a giudicare sulla base dei fatti e non dell’interpretazione.

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