Il Calcio Catania adesso rischia, come mai accaduto prima, infatti il fallimento del sodalizio etneo è ormai alle porte. 

Il Tribunale di Catania ha fissato per giorno 16 novembre l’udienza prefallimentare del club di via Magenta. Come anticipato dai colleghi di MeridioNews, dopo che la Procura che aveva depositato l’istanza di fallimento sono stati i magistrati che in camera di consiglio hanno approvato la dichiarazione di fallimento del Calcio Catania. 

Infatti, la proprietà del Catania non solo non è riuscita a garantire la gestione straordinaria, (quella legata ai debiti) ma non ha sostanzialmente mai garantito neanche quella ordinaria (pagamento degli stipendi dei calciatori). 

Pertanto, già il presidente della Sigi Giovanni Ferraù, sabato tramite una pec mandata a tutti i soci della Sigi aveva posto un ultimatum: o ricapitalizzazione per pagare gli stipendi (complice la messa in mora dei giocatori che si sarebbero potuti svincolare a breve) o si portano i libri in tribunale. 

Una serie di situazioni che hanno portato la magistratura ad intervenire. Perché non solo la Sigi non ha mai pagato giocatori e staff tecnico nella stagione in corso, ma ha fatto lievitare i propri debiti con i fornitori. Tant’è che la partita di mercoledì contro la Vibonese potrebbe giocarsi a porte chiuse, complice la diatriba con la WordService, società che garantisce il servizio stewarding e anche con la PiaGreen, che cura il manto erboso del Massimino. 

La Sigi pensava di poter mettere una prima pezza affittando Torre del Grifo con contratto che prevedeva un bonus al momento della firma di 250 mila euro, somma che sarebbe servita a pagare le spettanze ai giocatori. Ma il gruppo Spina, non convinto delle clausole messe dalla società Etnea, ha deciso di non proseguire la trattativa. 

Pesa come un macigno anche la richiesta di sequestro conservativo per beni di 3 milioni di euro avanzata dalla Procura, il quale responso si avrà martedì e che riguarda la Catania Servizi, un’azienda controllata dal Calcio Catania che serviva per gestire il centro sportivo. 

Se questa richiesta dovesse essere accolta allora per il Catania non ci sarebbe nulla da fare, in quanto si ha già difficoltà a trovare 200 mila euro per pagare gli stipendi arretrati. 

La data del 15 di novembre sarà comunque da segnare in rosso in quanto la proprietà del club rossazzurro dovrà presentare in Tribunale documenti e relazioni tecniche sulla gestione economico-finanziaria della società, depositare i bilanci degli ultimi tre esercizi è una relazione dettagliata sulla situazione patrimoniale, in quanto come affermato dal presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Catania: “il capitale sociale è stato interamente eroso”. 

Solo una cospicua ricapitalizzazione può salvare il Calcio Catania, parliamo di cifre a sei zeri che in questo momento non sembrano essere nelle disponibilità dei soci Sigi. 

Anche se solo qualche giorno fa era stato abrogato l’articolo 8 dello statuto della Sigi che determinava un potere di voto del 33% massimo in assemblea dei soci. Così da dare più poteri all’azionista di maggioranza Gaetano Nicolosi. 

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.