European League, la Champions messa in pericolo da 16 top club: quattro italiane coinvolte

Florentino Perez

La Champions League etichettata come obsoleta e una coppa elitaria per soli 16 club: c’era questo nelle intenzioni di “sette potentissimi club” pronti a lasciare la UEFA per fondare una competizione che garantisse introiti e partecipazione senza possibilità di esclusione.

Stando ai documenti analizzati dal Der Spiegel, l’idea nasce nel 2016 e, tra i primi a conoscenza del boicottaggio della UEFA, con annessa Champions League, ci sarebbe il presidente del club che ha vinto tredici massime competizioni europee, Florentino Perez. 

Da una sua mail in arrivo, si legge il progetto integrale della costituzione dell’European Super League, formata da undici team fissi (Real Madrid, Barcelona, Manchester United, Milan, Manchester City, PSG, Arsenal, Juventus, Liverpool e Bayern Monaco) e cinque club ospiti (Atletico Madrid, Inter, Roma, Marsiglia e Borussia Dortmund).

Questo accordo vincolante, che necessitava delle firme di tutti i 16 club europei coinvolti entro novembre di quest’anno, prevedeva l’abbandono da parte dei team fissi dalla UEFA e la costituzione, in Spagna, di una società per commercializzare e organizzare la competizione, la quale si articolava in due fasi: un campionato iniziale e un play off, con annesse retrocessioni, a cui erano però condannati i soli team ospiti, rendendo immuni i club fondatori.




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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.