Europa League, gruppo B: Lugano, manca il grande nome, non la speranza di superare l’ostacolo

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Il Lugano, realtà assolutamente periferica nell’ecosistema del calcio internazionale, in virtù del terzo posto finale nella Super League 2018-2019 è riuscito ad ottenere – per la seconda volta negli ultimi tre anni – un biglietto valido per la qualificazione diretta ai gironi di Uefa Europa League.

Forti dei nove punti raccolti contro Viktoria Plzeň, Hapoel Be’er Sheva e FCSB nell’edizione 2017-2018, i ticinesi proveranno a far tesoro dell’esperienza pregressa e a superare un girone (sfortunatamente) privo di squadre di notevole grido.
Per presentarsi preparata sui tre fronti, la dirigenza ha sinora effettuato i seguenti movimenti di mercato: in entrata vale la pena di menzionare in particolare gli innesti di Lovric, Francisco Rodriguez, Custodio e Aratore (centrocampisti) e di Holender (attaccante); in uscita ci limiteremo a menzionare Piccinocchi, Mihajlovic, Brlek (centrocampisti) e Sadiku (attaccante).

L’urna di Monte Carlo ha previsto, per la società svizzera, le seguenti avversarie: Dinamo Kiev, Copenhagen e Malmö. Il presidente Angelo Renzetti, ai microfoni della RSI, ha così commentato il fato riservato ai suoi, inseriti nel girone B:
“Non ci resta che passare per avere il grande nome nei 1/16. Noi siamo già contenti di essere qui. Era abbastanza cambiare il primo nome, quello della Dynamo Kiev, con un nome più altisonante, che sarebbe stato il girone perfetto. È un gruppo nel quale possiamo giocarcela”.
Nella piazza circola un pizzico di rammarico: oltre alla mancanza di una big, il costo delle trasferte scandinave (rapportato al richiamo effettuato dalle squadre di casa) potrebbe scoraggiare taluni dall’intraprendere il viaggio europeo.
Va altresì ricordato che gli uomini di mister Celestini saranno costretti a disputare le partite casalinghe tra le mura “nemiche” del kybunpark di San Gallo: lo stadio svizzero-orientale dista ben 254 Km da Cornaredo, anacronistica (e non conforme agli standard richiesti per i gironi di UEL) casa dei bianconeri.

DYNAMO KIYV (UCRAINA) – La prima fascia ha riservato al Lugano un’avversaria a priori non proibitiva, ma nemmeno forte di un particolare appeal. Questa società, che ha visto la luce solo nel 1927 e che – in origine – era la squadra della polizia sovietica di Kiev, disputa le proprie partite casalinghe nell’imponente cornice dello Stadio Olimpico di Kiev, dotato nientemeno che di 70’050 posti. La bacheca di questa società è decisamente ricca: gli ucraini possono infatti vantare – a livello interno – 13 campionati sovietici, 15 campionati ucraini, 9 Coppe sovietiche, 3 Supercoppe sovietiche, 11 Coppe d’Ucraina e 7 Supercoppe d’Ucraina; e – a livello internazionale – 2 Coppe delle Coppe, una Supercoppa europea e 4 Coppe della CSI.
Nella stagione conclusasi, gli uomini allora agli ordini di mister Khatskevich hanno ottenuto un secondo posto (a 7 lunghezze di distanza dallo Shakhtar Donetsk) in Prem’er Liha, una qualificazione agli 1/8 di Europa League (dopo aver superato il girone che vedeva la presenza aggiuntiva dello Stade Rennais, dell’Astana e dello Jablonec), nel corso dei quali hanno nettamente subìto la legge del Chelsea (vincitore finale della competizione) e la vittoria nella Supercoppa d’Ucraina.
In entrata si segnalano soprattutto l’attaccante Gerson Rodrigues ed il centrocampista Karavaiev.
Gli ucraini disputano la fase a gironi di Europa League, dopo essere stati superati dal Club Bruges nel corso della qualificazione alla Champions League. Nella stagione in corso, l’avvio non è stato dei più rosei: gli uomini del nuovo allenatore Mykhaylychenko occupano solamente la quarta posizione provvisoria (preceduti da Zorya Luhansk, Desna Chernihiv e a 8 punti dallo Shakhtar Donetsk). La Dinamo Kiev non ha ancora adottato un modulo fisso ma, da un 4-2-3-1, sembra essere passata ad un 4-3-3 che – nell’ultima uscita – ha visto impegnati i seguenti attori:
Boiko; Mykolenko, Kádár, Burda, Kedziora; Shepeliev (Carlos de Pena), Kadiri, Buialskyi; Verbic, Gerson Rodrigues (Fran Sol), Tsyhankov.
La Dinamo Kiev parte quindi con il favore dei pronostici (soprattutto tra le mura amiche, in una partita che si giocherà in un freddissimo dicembre), ma non è escluso che il Lugano possa ritagliarsi uno spazio per creare la sorpresa.

Football Club København (DANIMARCA) – La seconda fascia ha riservato al Lugano il FC Copenhagen. La società danese, così come la conosciamo attualmente, è comparsa solo nel 1992 ed è il frutto della fusione tra B 1903 e KB, due ex-potenze del movimento nazionale. Freschissima di costituzione, la società ha già inanellato numerose affermazioni: 13 campionati danesi, 8 Coppe di Danimarca, 3 Supercoppe di Danimarca e 1 Coppa di Lega. Teatro dei suoi incontri casalinghi è lo stadio Parken, la cui capienza ammonta a 38.065 posti.
Nella scorsa stagione, gli uomini di mister Solbakken sono arrivati primi nella Superligaen, precedendo di una sola lunghezza gli avversari del Midtylland; e non sono riusciti ad andare oltre alla fase a gironi di Europa League, concludendo all’ultima posizione il girone C (completato da Zenit San Pietroburgo, Slavia Praga e Bordeaux).
In entrata si segnalano, in particolare, Nelsson e Bartolec (difensori), Stage e Pep Biel (centrocampisti) e Michael Santos (attaccante).
In uscita menzioniamo, tra gli altri, Joronen (portiere, accasatosi al Brescia), Vavro (difensore, aggregatosi alla Lazio) e Skov (centrocampista).
La società danese, dopo aver fallito la qualificazione in Champions League impattando prematuramente contro la Stella Rossa, ha ottenuto un pass per i gironi di Europa League superando il Riga. Il modulo-base di Solbakken è il 4-4-2, e gli interpreti dell’ultimo incontro sono stati i seguenti:
Grytebust; Bartolec, Nelsson. Papagiannopoulos, Bengtsson; Falk Jensen (Bjelland), Zeca, Stage, Thomsen; Fischer (Michael Santos), Sotiriou.
Il Copenhagen, come ci ha confidato la redazione di Calcio Danese, è alle prese con un’assenza di peso: quella del giovane ma forte attaccante Wind, ai box presumibilmente fino alla fine di questo anno solare. I danesi conservano tuttavia maggiori chances di successo, soprattutto tra le mura amiche del Parken; hanno invece dimostrato di soffrire le trasferte europee, e il Lugano potrebbe giocare su questa fragilità avversaria.

Malmö Fotbollförening (SVEZIA) – La terza fascia pescata dal Lugano ha anch’essa un chiaro sapore scandinavo: è rappresentata dal Malmö FF, vicina di casa del Copenhagen. La società svedese, al pari di tutte le altre, è più “giovane” dei ticinesi (costituitisi nel 1908): è infatti stata fondata nel 1910. I trofei non le mancano: è forte della vittoria di 20 campionati svedesi, di 14 Coppe di Svezia, di 2 Supercoppe di Svezia e di una partecipazione ad una finale di Coppa dei Campioni (persa, nel 1979, contro il Nottingham Forest). I suoi incontri casalinghi hanno luogo allo Swedbank Stadion, impianto da 24’000 spettatori.
L’ultima stagione conclusa è quella del 2018, e il Malmö è giunto terzo (preceduto dal Norrköping e dall’AIK Solna). Nell’edizione attuale – targata 2019 – il Malmö occupa la quarta posizione (a 6 punti dalla vetta). Partito dal primo turno, ha raggiunto la qualificazione a questa Europa League sconfiggendo, per ultimo, lo Bnei Yehuda Tel Aviv. Nella passata edizione di questa competizione continentale, il Malmö è stato sconfitto allo stadio dei 1/16 dal Chelsea (futuro vincitore assoluto), dopo aver superato il girone I (che prevedeva parimenti il Genk, il Besiktas e il Sarpsborg 08).
In entrata si segnalano su tutti i difensori Knudsen e Beijmo; in uscita il difensore Vindheim.
Il più sovente, mister Rösler schiera i suoi in un 3-5-2, ma nell’ultima uscita ha optato per un 4-4-2 personificato dai seguenti elementi:
Dahlin; Larsson, Nielsen, Bengtsson (Beijmo), Safari; Christiansen (Antonsson), Lewicki (Bachirou), Innocent, Knudsen; Gall, Molins.
Il Malmö è l’avversario meno ostico sulla carta; ma il bel percorso dello scorso anno in questa competizione e la volontà di ben figurare nuovamente fuori dai confini nazionali potrebbero far crescere esponenzialmente la sua pericolosità: il Lugano è avvisato, e certamente non prenderà sottogamba questa società.

Considerazioni finali

Il Lugano – che sperava in una squadra dal grande blasone, e dal folto seguito, e in due compagini alla propria portata – condivide il girone B con società plurititolate, ma potenzialmente alla propria portata. Considerando la quarta fascia da loro occupata, i ticinesi hanno trovato avversarie indubbiamente ostiche ma non inarrivabili: il primo obiettivo è sicuramente quello di non sfigurare, il sogno è quello di superare il primo ostacolo ed incontrare squadra di blasone allo stadio dei 1/16. Venendo a mancare il “grande nome”, ora il Lugano dovrà fare sportivamente del proprio meglio per coprire i costi finanziari causati dalla competizione e – perché no – per ottenere un utile.
Una cosa è certa: per una favola sportiva come quella luganese, la (seconda in pochi anni) partecipazione alla seconda maggiore competizione continentale deve essere un motivo di vanto e di godimento. Tifosi, giocatori e società hanno pertanto l’obbligo morale di godersi questa opportunità guadagnata sudando sul campo: di spazio per creare la sorpresa, ai nostri occhi, ce n’è.

Calendario Girone Lugano

  • 19.09.2019, 18h55 – Copenhagen vs Lugano
  • 03.10.2019, 21h00 – Lugano vs Dinamo Kiev
  • 24.10.2019, 21h00 – Malmö vs Lugano
  • 07.11.2019, 18h55 – Lugano vs Malmö
  • 28.11.2019, 21h00 – Lugano vs Copenhagen
  • 12.12.2019, 18h55 – Dinamo Kiev vs Lugano

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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