Chi si aspettava un romantico remake degli ottavi di finale di Germania 2006 con tanto di incontro con Andriy Shevchenko è rimasto deluso. La zampata di Christoph Baumgartner su calcio d’angolo ha spezzato i sogni nostalgici di qualche tifoso azzurro e soprattutto quelli di gloria per l’Ucraina, con le speranze di rivedere i gialloblu nella fase finale di Euro2020 appese ad un filo sottile. Ad affrontare l’Italia a Wembley sarà l’Austria, avversario da non sottovalutare in quanto ampiamente meritevole di questa qualificazione.

Il percorso dell’Austria fino agli ottavi dell’Europeo

Come detto, i ragazzi di Franco Foda non sono arrivati fin qui per caso. Facendo un salto indietro, l’Austria si era qualificata ad Euro2020 raggiungendo il secondo posto con 19 punti dietro la Polonia e davanti di cinque lunghezze alla Macedonia e alla Slovenia. Una volta approdati alle fase a gironi, sconfitta con l’Olanda a parte, gli austriaci hanno fatto percorso netto battendo proprio la Macedonia del Nord e l’Ucraina, dov’erano obbligati a vincere per passare come secondi. Dalle due gare vinte dall’Austria possiamo capire la doppia faccia dei biancorossi capaci di vincere e convincere dominando il gioco come con i macedoni così come in grado di sbloccare la partita con un episodio dopo aver messo alle corde l’avversario per poi gestire brillantemente allontanando le sortite offensive avversarie.

Quella contro la Macedonia è stata la prima vittoria dell’Austria nella storia degli Europei, con la manifestazione attuale che diventa automaticamente la migliore per rendimento in quanto gli austriaci non sono mai arrivati oltre ai giorni, uscendo ai giorni sia nel 2008 sia nel 2016.

Come gioca l’Austria: camaleontica

L’Austria è stata una delle nazionali che più volte ha cambiato disposizione tattica lasciando quasi invariato l’undici titolare. Il motivo principale di questi continui cambiamenti è cercare il compromesso perfetto per far rendere David Alaba al meglio in entrambe le fasi. Il neo acquisto del Real Madrid è di gran lunga il miglior elemento della rosa per ragioni tecniche, tattiche e per esperienze, non a caso è il capitano della squadra.

Nella prima gara contro la Macedonia, Alaba era stato schierato come esterno sinistro a centrocampo nel 4-4-1-1 lasciando Ulmer nella posizione di terzino sul lato mancino e Lainer, autore di un gol, a destra. Al centro della difesa Dragovic-Hinteregger con Laimer e Schlager a centrocampo. Baumgartner chiude la cerniera di centrocampo a destra, Sabitzer trequartista e Kalajdic unica punta.

Con l’Olanda invece Franco Foda ha optato per una soluzione più difensiva con un 3-4-3 che a partita in corso diventava un 5-3-2. Alaba questa volta è stato schierato difensore centrale nel trio difensivo con Dragovic e Hinteregger. La posizione dell’ex Bayern Monaco però ha limitato di fatto tutte le azioni offensive come testimoniano le statistiche: se con Macedonia e Ucraina l’Austria ha calciato rispettivamente undici e diciannove volte, con l’Olanda gli austriaci hanno tirato solo otto volte di cui una sola in porta. Tornando ai titolari, l’inserimento di Alaba tra i tre difensori ha permesso a Foda di schierare anche Ulmer e Lainer come esterni a tutta fascia con un centrocampo composto da Laimer e Schlager supportati da Sabitzer, molto più legato al duo di metà campo piuttosto che al tandem Baumgartner-Gregoritsch, spesso isolati.

Nella partita più importante, quella con l’Ucraina, Foda ha schierato Alaba terzino sinistro nel 4-3-2-1 lasciando grande libertà di movimento al capitano. I soliti Hinteregger e Dragovic centrali, Lainer in campo mentre Ulmer in panchina. Per la prima volta da titolare è stato schierato Grillitisch insieme a Laimer in cabina di regia e Schlager mezzala destra. Sabitzer e Baumgartner alle spalle di Arnautovic hanno dato imprevedibilità all’attacco austriaco con quest’ultimo utilissimo alla manovra al netto di qualche gol di troppo divorato.

Insomma, Alaba è stato e sarà la chiave tattica principale dell’Austria. Quando c’erano partite dove Foda sentiva di poter dar sfogo al proprio reparto offensivo, Alaba e compagni hanno subito ricevuto l’incipit offensivo mandando in tilt la difesa avversaria mentre quando il nuovo arrivo del Real Madrid è stato schierato più indietro la squadra ha risposto negativamente, risultando molto più incapace di ripartire.

I singoli dell’Austria

Oltre al già citato Alaba, bisognerà fare molta attenzione a Christoph Baumgartner, centrocampista classe 1999 dell’Hoffenheim reduce da due stagioni di livello in Bundesliga con 13 gol e 5 assist in 57 partite. Il 21enne è stato dirottato da esterno a trequartista passando per attaccante a due con Gregoritsch. Dai suoi piedi è nato il gol qualificazione, un inserimento su calcio d’angolo battuto da Alaba che è valso il secondo posto. Altro giocatore cresciuto tanto in Bundesliga che sta facendo le fortune di Foda è Stefan Lainer: classe 1992 del Borussia Monchengladbach ha trovato la rete nel match contro la Macedonia e ha sempre dato il suo enorme supporto sulla fascia in entrambe le fasi. Quasi omonimo dell’esterno di Rose c’è anche Konrad Laimer, il 24enne made in Lipsia passato dal Salisburgo al club di Nagelsmann.

La sua completezza a metà campo ha dato fiducia all’intero reparto regalando a Foda una coppia di qualità e quantità insieme a Xaver Schlager, altro interessante profilo classe 1997 nato all’interno del progetto Lipsia passato dal Salisburgo al Wolfsburg, club con cui ha conquistato la qualificazione in Champions League nella recente stagione. In avanti Sasa Kalajdzic era il talento che tutti aspettavano tra le file dell’Austria, ma finora il centravanti di 24 anni dello Stoccarda non ha trovato la fiammata giusta per convincere. Ultimo ma non per poca importanza Marcel Sabitzer, l’ago della bilancia della formazione austriaca: centrocampista offensivo da sei stagioni al Lipsia è probabilmente l’elemento tattico più influente dopo Alaba. Capace di interpretare benissimo il ruolo di trequartista, Sabitzer funge sia da collante con il centrocampo sia come mina vagante in attacco come dimostrano le sue 40 reti con la maglia del Lipsia. Parliamo dunque di una squadra a metà tra la tecnica e il talento del progetto Lipsia e la concretezza e quantità della Bundesliga, un binomio da cui fare attenzione.

Pro e contro dell’Austria

L’Austria è una delle squadre più efficaci per quanto riguarda i duelli difensivi. L’esperienza di Alaba, la solidità della coppia difensiva Hinteregger e Dragovic, la presenza di Schlager oltre che l’indole dei terzini Lainer e Ulmer fanno dell’Austria una squadra che accetta lo scontro fisico e difensivo con una percentuale di riuscita dei propri interventi del 67,7%, tra i più alti dell’intera manifestazione con un totale di 217 duelli e una media di circa 68 a partita. Per farci un’idea, l’Italia risulta meno leggermente meno efficiente (65,5%) e meno portata a farne (46 a partita) sebbene va sempre ricordato lo stile di gioco italiano, più orientato ad offendere. Anche a livello di palloni intercettati, il muro che spesso viene formato dal duo di centrocampo fa dell’Austria squadra maestra in questo fondamentale oltre 38 intercetti a partita, quasi dieci in più della nostra nazionale.

I numeri che invece sottolineano maggiormente la differenza tra l’Austria e l’Italia sono riguardanti l’impostazione di gioco. L’Austria per esempio è una delle più inclini a provare lanci lunghi con una percentuale di precisione del 53%, ben al di sotto del 60% di media del resto delle nazionali. Insomma, la maggior parte delle volte che gli austriaci provano il lancio lungo è più per sventare la minaccia piuttosto che imbastire un azione. Anche quando si tratta di passaggi, l’Austria tocca l’84% di precisione rispetto al quasi 90% azzurro mentre per i passaggi filtranti l’Italia ne prova quasi il doppio rispetto alla nazionale di Foda (12.77 contro 6.85). Se si considerano i passaggi nella trequarti avversaria, troviamo anche qui la qualità italiana nettamente superiore a quella austriaca: su un totale di 195 passaggi dell’Italia e 188 dell’Austria, abbiamo il 78.5% di buona riuscita azzurra contro il 69.1% di Alaba e compagni.

Cosa ci si deve aspettare dall’Austria

L’Austria farà sicuramente tesoro della sconfitta con l’Olanda e cercherà di cambiare l’approccio per quanto riguarda affrontare una big. Foda avrà capito che chiudersi e rifiutare la fase offensiva non paga e dunque converrebbe forse di più cercare di mettere in difficoltà l’Italia sin da subito, considerando che gli azzurri non si sono mai trovati in situazione di svantaggio o di gol subiti. Certo che dall’altra parte c’è la squadra forse più in forma dell’intero Europeo e qualunque passo falso può essere letale per la porta difesa da Daniel Bachmann. Comunque andrà, per l’Austria si tratta di un’esperienza unica nella propria storia e cercheranno di dare il massimo per questo appuntamento impensabile fino a qualche anno fa.

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