Essere Gattuso, il lavoro più difficile del mondo

Gattuso

Immaginiamo per un attimo di essere nei panni di mister Gattuso. Quinto in classifica in Serie A a solo un punto dal quarto posto e ancora in piena corsa per la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Fin qui una stagione tutto sommato positiva nonostante qualche incidente di percorso verosimilmente prevedibile. Gattuso, però, convive perennemente con troppe pressioni come se fosse il primo ed unico colpevole degli errori del suo Milan.

OBIETTIVI Dopo anni e anni fuori dalla coppa europea che conta, ovvero la Champions, tutto l’ambiente del Milan, dalla società ai tifosi, sogna di tornare a sentire la musica che mette i brividi al solo pensiero. Gattuso lo sa, quattro anni di astinenza dalla coppa che il Milan ha sempre vissuto da protagonista sono tanti e in casa rossonera c’è il desiderio di tornare a respirare l’aria di una volta. La squadra è sicuramente più attrezzata rispetto a qualche stagione fa e l’arrivo di un campione come Higuain, che va ad aggiungersi ad una rosa ben costruita, alimenta le speranze e le possibilità del Milan di raggiungere (almeno) il quarto posto. E’ di fatto l’anno della verità, finalmente il Milan ha la rosa per competere con le altre big ed ora sta a Gattuso a trasformare i sogni in realtà, con la dovuta calma e pazienza.

GATTUSO L’impressione è che il destino del Milan sia tutto nelle mani dell’allenatore. Il tecnico rossonero ha fatto qualche anno di gavetta ma forse insufficienti per guidare una squadra con tante ambizioni. Non si possono attribuirgli colpe, Gattuso ha preso la squadra anno scorso in una situazione molto critica riuscendo a darle una dignità risalendo in classifica. Quest’anno è un’altra storia, certo, ma ogni tanto Gattuso si trova fare i conti con un po’ di inesperienza, quel “difetto” che l’ha portato a gestire non perfettamente alcune partite come il derby perso all’ultimo minuto. La partita contro l’Inter è stata preparata in maniera sbagliata e su questo c’è poco da ribattere ma dal giorno dopo Gattuso ha dovuto fronteggiare critiche da ogni parte d’Italia. Il tecnico non ha migliorato la situazione perdendo in Europa League contro il Betis pochi giorni dopo, salvo riprendersi nelle partite seguenti ottenendo tre vittorie consecutive che hanno permesso di avvicinarsi al quarto posto. La chiave del discorso è sempre la stessa, per vedere risultati serve lavorare con pazienza, il Milan con i suoi 21 punti è leggermente dietro a Lazio, Inter e per cui la situazione non è così drastica come qualcuno vuol far passare.

GIOCO Il gioco non è sempre perfetto, è vero, e non ci riferiamo solamente a questioni tattiche ma di gestione della partita. Spesso il Milan va in vantaggio ma non riesce a chiudere le gare. A volte è andata bene, come contro Roma o Genoa, mentre nella trasferta del San Paolo con il Napoli poteva decisamente andare meglio. Per questo motivo il Milan può rimpiangere alcuni punti ma situazioni simili potevano essere messe in conto ad inizio stagione. Sono i rischi che si prendono quando si vuole fare un salto importante.

INFORTUNI La prossima giornata il Milan sfiderà la Lazio all’Olimpico per una partita non decisiva ma significativa. Gattuso dovrà prepararsi allo scontro diretto per il quarto posto con una rosa condizionata da tanti, troppi infortuni. Mancheranno giocatori fondamentali partendo dai tre difensori (Romagnoli, Caldara e Musacchio) passando per Biglia e Bonaventura. Da non dimenticare la squalifica di Higuain rimediata contro la Juventus. Assenze pesanti e che probabilmente condizioneranno il Milan in vista del match contro Simone Inzaghi. Gattuso non è solito a trovare giustificazioni ma è evidente che presentarsi ad una partita così delicata in questa situazione non aiuta il tecnico.

In questi tempi essere l’allenatore del Milan non è mai facile, gli obiettivi sono ambiziosi e di conseguenza le responsabilità sono tante. Gattuso ha già vissuto realtà complicate nella sua (fin qui) breve esperienza da allenatore. Al Pisa si è dovuto occupare di problemi di natura societaria piuttosto che di campo, adesso è alla sua prima vera missione da allenatore. Zero scuse, a lui non piacciono. Tante responsabilità, a volte fanno bene altre meno. Serve essere obiettivi e capire che al momento Gattuso sta svolgendo un lavoro complicato e i lavori complicati non si portano a termine nel giro di una settimana. Gattuso deve lavorare serenamente e se si guarda la classifica troviamo il Milan in quinta posizione e in piena corsa per la Champions League. E’ un lavoro difficile, ma qualcuno dovrà pur farlo.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo