Dopo la breve esperienza a Genova, durata solamente sei partite, Andrea Mandorlini è di nuovo sul mercato, pronto per tornare ad allenare una nuova squadra. L’ex tecnico dell’Hellas Verona ha parlato dell’avventura in Liguria e del suo futuro in esclusiva ai nostri microfoni.

Come valuta l’esperienza di Genoa? Cosa le ha lasciato la breve avventura in rossoblù?

“Le esperienze sono appunto esperienze, ci sono stati tanti lati negativi e qualcuno positivo. Il calcio purtroppo è così, si vuole tutto subito, quindi in 5/6 partite fai fatica a trarre delle conclusioni. Tuttavia la reputo un’esperienza utile per me.”

A proposito di panchine: l’Inter, la sua ex squadra da calciatore, ha scelto Spalletti come nuovo allenatore. Secondo Lei è l’uomo giusto per riportare i nerazzurri al successo?

“Tutti gli interisti, e mi ci inserisco anche io, speriamo che sia l’uomo giusto. Luciano ha esperienza, carisma ed ha tutte le carte in regola. Non è sicuramente facile, ma di facile non c’è mai niente. Io credo sia la persona giusta, ma saranno i risultati in campo a confermare o smentire questa tesi.”

Dove deve intervenire l’Inter sul mercato per tornare competitiva?

“Non credo mi competano discorsi che riguardano la società e quant’altro. L’Inter sa dove deve agire, ha un allenatore nuovo, una proprietà nuova, un direttore generale nuovo e di grande spessore come Sabatini e tutti sanno cosa devono fare. Bisogna avere pazienza, in un mercato ‘di intervento’ tutti vogliono avere tante notizie, ma credo che lavorare come sta facendo l’Inter, sotto traccia, sia importante. Loro sanno sicuramente dove intervenire e lo faranno nell’interesse di una società che sta a cuore a tanti.

L’Hellas Verona, dopo solo un anno di calvario, è tornata in Serie A. Come valuta la cavalcata in B dei gialloblù? Si poteva fare di più?

“Fare di più o di meno non conta, l’importante è che siano tornati in Serie A: l’obiettivo è stato raggiunto. Al di là del valore della rosa, l’importante era la promozione: così è stato e va dato grande merito a società, dirigenti e giocatori. Questo pubblico merita la Serie A.”

La rosa attuale può ambire ad una salvezza tranquilla?

“È lo stesso discorso dell’Inter: non mi permetto di giudicare il lavoro della società, loro sanno cosa fare e quanto valore dare alla campagna acquisti. Come sempre verranno giudicati alla fine dai risultati.”

Parlando del suo futuro, l’ha cercata qualche club per offrirLe la possibilità di tornare in panchina?

“Ho avuto soltanto qualche situazione all’estero, ma ora sto aspettando. È una situazione che riguarda tanti allenatori. Quasi tutti i club italiani in tutte le categorie hanno già un allenatore e bisognerà aspettare come sempre l’inizio della stagione.”

Preferirebbe continuare ad allenare in Italia, magari anche in Serie B, o vorrebbe provare un’avventura all’estero?

“Cosa uno preferisce è difficile da dire. Bisogna valutare i progetti, le situazioni: anche un bel progetto in Lega Pro può essere un’ipotesi da non scartare. Io ero entusiasta dell’avventura a Genova, sicuramente è stata positiva per tanti versi, anche se l’ambiente non era facile. Tuttavia era un ambiente bello in cui poter fare qualcosina in più. Adesso è difficile dire cosa uno si aspetti, io aspetto e basta.”

A cura di Alessio Nanni.

 

 

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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