ESCLUSIVA – Addio Luparense, il dg Franceschini: “Oggi giorno triste, ma il nostro impegno nel mondo del calcio continuerà”

Oggi è un giorno triste per tutti gli amanti del calcio a 5 italiano, il club italiano più titolato, con ben 6 scudetti, 4 coppe Italia e 6 Supercoppe italiane, chiude i battenti. La Luparense ha infatti comunicato quest’oggi, attraverso i propri canali mediatici ufficiali, che non prenderà parte alla prossima Serie A e che la prima squadra di calcio a 5 cesserà la propria esistenza.

Una decisione sofferta, ma inevitabile, come trapela dalle parole del direttore generale Andrea Franceschini, che noi di Novantesimo.com abbiamo intervistato in esclusiva per i nostri lettori. Ecco l’intervista integrale.

Oggi è un giorno particolare per la Luparense. Come lo sta vivendo lei?

Si oggi è arrivato ‘il giorno particolare’, nel senso che per quanto comunicata a tutti come un fulmine a ciel sereno era nell’aria già da tempo. È un giorno particolare per tutti, perchè la Luparense è arrivata al culmine della sua attività nel calcio a 5, pur rimanendo le altre attività come espresso dal presidente Zarattini nel suo comunicato. Rimane comunque un grande impegno nel mondo calcistico con la voglia di fare bene e strutturare nuove sfide per il futuro. Ovviamente l’unico impegno che non rimarrà, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto che mi metterebbero letteralmente ‘due mani al collo’ per fare un mercato competitivo (ride n.d.r.), è quello nel calcio a 5 ai massimi livelli“.

Perchè avete optato per la cancellazione della prima squadra e non ad un ridimensionamento della stessa? 

Noi abbiamo preso atto che non avremmo potuto avere altre stagioni come quelle alle quali siamo abituati. Non competere ai massimi livelli non è nel dna della Luparense ne come squadra ne come società, per cui sarebbe stata una forzatura che avrebbe rischiato di implodere in se stessa invece che portare a qualcosa di positivo“.

Quindi ci sta dicendo che il vero problema è il non poter più reggere determinati livelli economici? 

In realtà il problema non è esattamente questo. La Luparense ha sempre messo il massimo impegno in tutte le attività svolte e farlo sia per il calcio a 5 che per quello a 11 diventa un dispendio troppo oneroso“.

Quanto ha inciso su questo ritiro la sconfitta della finale scudetto?

Siamo consapevoli che non si può vincere ogni anno, quindi direi per nulla. Anzi, avrebbe potuto essere decisiva nel senso opposto, e cioè nel prolungare questa decisione con lo stimolo di affrontare nuovamente la Uefa Futsal Cup. Prendere una decisione del genere con riguardo ad una vittoria o ad una sconfitta sarebbe stupido ed irrispettoso nei confronti della società che rappresentiamo. Anche perchè nel corso degli anni sono più le volte che abbiamo perso di quelle in cui abbiamo vinto (ride n.d.r.)“.

Quale è stato, e quale sarà, il ricordo più bello che si porterà dentro per sempre di questa esperienza?

Sicuramente l’ospitare il round di Uefa Futsal Cup e pareggiare con il Barcellona, che è il club più potente al mondo è stato un privilegio ed un onore, oltre che ad essere uno dei momenti più belli ed emozionanti per l’intera società. Ricordo anche un Luparense – ElPozo Murcia dove ci qualificammo per la prima e l’unica volta alle final four di Futsal Cup, fu molto emozionante. Ma il momento più bello, per me, è sicuramente l’ultimo scudetto, che per me ha un valore speciale, sia da tifoso sia a livello professionale. Siamo partiti da un foglio bianco in estate ed abbiamo tradotto ciò che scrivemmo su quel foglio in campo, anche grazie al nome della società che ci permise di fare investimenti modesti. È stato un piacere riscoprire talenti come Coco Wellington o aver avuto l’intuizione di Mancuso e di Brandi. Dal punto di vista professionale vale sicuramente qualcosa in più“.

In un’intervista lei ha dichiarato: “Sono cresciuto con Velasco, da lui ho imparato che l’importante è essere lì, nei grandi appuntamenti”.  Viene spontaneo chiedersi quale sarà il suo proseguo di carriera e se tornerà ai grandi appuntamenti, magari con un altra squadra?

Intanto ci tengo a precisare che non ho ancora avuto contatti con altre squadre. Detto questo, ci tengo a dire che devo molto alla Luparense e al presidente Zarattini che mi ha permesso di fare questo fantastico percorso all’interno di questa società e di lavorare a stretto contatto con grandi protagonisti e grandi persone come Velasco e tanti altri. Ora pensiamo a chiudere la stagione e la priorità rimane dare a giocatori e staff, che mi hanno dato il 100% in questi anni, un’accomodazione degna del loro nome. Quando sarà finito tutto mi concederò una piccola vacanza e solo dopo affronterò, serenamente, il mio futuro. Poi ripeto, con Zanardini ho un ottimo rapporto e lui mi ha aperto molte porte nelle sue altre attività, vedremo“.

Si ringrazia il direttore generale della Luparense, Andrea Franceschini, per la disponibilità.
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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.