In esclusiva ai nostri microfoni di Novantesimo.com è intervenuto Luca Marelli, avvocato civilista, opinionista televisivo ed ex arbitro alla CAN di serie A-B e lega Pro, per parlare dell’attuale e difficile momento che stanno attraversando i direttori di gara, assistenti e addizionali nel campionato nostrano e non solo, viste le continue polemiche nei loro confronti, senza dimenticare l’arrivo ora mai imminente della Var che andrà proprio a sollevare dal loro incarico gli addizionali di porta. Infine anche un commento sugli arbitri scelti per le due importantissime finali di Europa League e Champions League.

Sig. Marelli,  come valuta l’operato degli arbitri quest’anno in serie A?

“Nel complesso non possiamo valutare negativamente la stagione degli arbitri. Indubbiamente sono stati commessi errori, come è fisiologico: non dimentichiamo mai che si tratta di uomini, come tali fallibili. Abbiamo assistito ad un campionato piuttosto noioso (come gli ultimi 4, sostanzialmente dominati dalla Juventus), con le solite polemiche utili solo a mantenere alta la tensione. La verità è che gli arbitri non hanno inciso sul risultato.  Certo, ci sono sempre ampi margini di miglioramento ma l’importante è ammettere la superiorità di una squadra. Difficile sperare in tanta grazia sportiva…”

Il miglior arbitro italiano al momento per lei chi è?

“E’ difficile esprimere un giudizio così netto, ci sono molti fattori da valutare. Se vogliamo discuterne a livello assoluto, tanti diranno Rizzoli: però è anche vero che il bolognese (elemento di enorme talento e che, per due decenni, si è espresso a livelli straordinari) è in fase calante, come è normale che sia per un uomo che si avvia ai 46 anni, che ha sulle spalle centinaia di gare e non può non far fatica a trovare motivazioni dopo aver diretto tutto, dalla finale di Coppa Italia alla finale del Campionato del Mondo.
Per quanto concerne la stagione in sé, il migliore è risultato senza alcun dubbio Rocchi: pochissime sbavature, continuità eccezionale, grande condizione atletica, credibilità ottimale. Orsato, al contrario, ha offerto una discreta stagione ma ben lontana dalle precedenti. Purtroppo ha chiuso il campionato in Italia (si trova in Corea del Sud per i mondiali Under 20 ndr) con una pessima prestazione nel derby di Roma. Certamente avrà tempo e modo per riscattare una stagione non brillantissima, con un occhio ad un obiettivo lontano ma per il quale può ancora sperare, cioè i Mondiali del prossimo anno in Russia. Un posto è assicurato a Rocchi (ampiamente davanti, nelle graduatorie internazionali, rispetto al veneto ndr), il secondo posto non è una chimera… Bene anche Banti (cresciuto moltissimo soprattutto negli ultimi 4 anni, probabile che possa esordire anche in Champions’ League durante la prossima stagione), Damato (sebbene con qualche inciampo di troppo). In ripresa Massa (dopo un inizio incerto) e Tagliavento (al netto della pessima direzione della Finale di Coppa Italia)”.

Chi, secondo lei, sarà l’arbitro del futuro in ambito mondiale? 

“Arbitri di valore, a livello internazionale, ce ne sono pochi. E’ un periodo abbastanza particolare: è vero (come sempre è stato, checché ne dicano i soliti soloni noti anche come “opinionisti”) che gli italiani hanno qualcosa in più (non è certo un caso che 4 dei primi 10 arbitri europei siano espressione del nostro movimento), ma è altrettanto vero che il designatore Collina, in ormai 7 anni di lavoro, non ha praticamente valorizzato nulla se non Marciniak (peraltro pessimo nelle ultime due apparizioni europee) e Karasev (elemento più “opera” di Rosetti, scopritore del talento ai tempi dell’incarico come designatore degli arbitri russi). Per il resto non scorgo giovani di talento tali da poter essere indicati come “arbitri del futuro”: si parla tanto dell’inglese Oliver che, personalmente, ritengo un prospetto molto limitato (arbitro costruito in fretta e malamente, poca qualità tecnica e limitata “idea” dell’attività), del francese Turpin (mai visto arbitrare in modo decente negli ultimi due anni) e di qualche altro. Gli unici che, a mio parere, potranno avere reale futuro nel panorama internazionale sono Hategan (molto maturato negli ultimi due anni) ed i già citati Marciniak e Karesev. Per il resto il nulla più assoluto: d’altronde, se si continuano a considerare arbitri da designare i vari Lahoz (a mio parere impresentabile a certi livelli) o Kuipers (anche se positivo nelle ultime uscite), è chiaro che diventi complesso ipotizzare un ricambio prima qualitativo che generazionale. Per quanto concerne l’Italia, vale lo stesso discorso. A dicembre chiudono Rizzoli e Tagliavento, a dicembre 2018 Rocchi, poi usciranno i vari Banti, Orsato, Mazzoleni. Chi rimane? Tra quelli attualmente in organico Massa e Guida (i quali, peraltro, non hanno mai visto nemmeno in fotografia una coppa europea): speranze di avere arbitri top class a breve è difficile. Chiaro che, anche in questo senso, la programmazione di Collina sia totalmente insensata: non è un caso che quasi tutti gli arbitri utilizzati dai quarti in poi siano a fine carriera o quasi (tranne rare eccezioni)”.

Si ringrazia cortesemente Luca Marelli per la disponibilità concessa ai nostri microfoni.

 

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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