Luciano Spalletti ha migliorato lo score nerazzurro rispetto alle ultime stagioni, con i nerazzurri che, a quattro giornate dalla fine, sono ancora in corsa per l’obiettivo della qualificazione in Champions League, da giocarsi con Roma e Lazio.

Alla vigilia del rush finale, noi di Novantesimo abbiamo intervistato in esclusiva Marco Branca, ex direttore tecnico dei meneghini, che ai nostri microfoni ha parlato del momento dell’Inter e di alcuni temi legati al mercato.

L’Inter nelle ultime uscite ha migliorato le proprie prestazioni: i nerazzurri L’hanno convinta?

“Quelli convinti devono essere loro. Devono provare ad essere continui, perchè in questa stagione hanno giocato qualche buonissima partita ed altre meno bene.”

La partita col Napoli ha segnato la svolta per la squadra di Spalletti: è stato il cambio di ruolo di Brozovic secondo Lei a determinare questa inversione di rotta?

“Non saprei, nelle ultime partite Brozovic ha fatto molto meglio, ma credo che sia da correlare con il rendimento degli altri. Credo certamente che sia stato d’aiuto.”

Roma e Lazio sono appaiate con l’Inter che insegue ad un punto di distanza: quali sono le squadre che entraranno in Champions League?

“Difficile da dire, non c’è una distanza così grande. Tra l’altro c’è lo scontro diretto all’ultima giornata tra Inter e Lazio, dipende dalla distanza che ci sarà prima dell’ultimo turno. Tutte tre hanno le stesse possibilità, la distanza è minima.”

Lazio-Inter sarà dunque decisiva?

“Non lo so, come dimostra Crotone-Juve ci sono anche partite in mezzo che sembrano facili ma non lo sono. Alla fine del campionato le motivazioni faranno la differenza: vincerà chi sta meglio fisicamente.”

La partita con il Cagliari, oltre ai 4 gol rifilati agli isolani, lascia in eredità anche l’infortunio occorso a Gagliardini: è una perdita importante? Chi dovrebbe sostituirlo?

“Spalleti vede i propri giocatori in settimana quindi saprà decidere meglio di chiunque altro come sostituirlo, in funzione dell’idea di gioco e degli equilibri della squadra. Si vedrà più avanti se è un’assenza pesante, non credo però che un giocatore possa essere così decisivo nel finale di stagione.”

Un tema caldo in casa nerazzurra sono i riscatti di Cancelo e Rafinha. Ponendo che l’Inter abbia la disponibilità per riscattarli entrambi, Lei su chi punterebbe? Li riscatterebbe entrambi?

“Devo dire che sono due giocatori di alto livello tecnico, che se accompagnati dalla giusta professionalità e da un’ambizione personale alta sono da tenere. Poi però queste decisioni vanno prese dalle società in base a quanto può fare sportivamente ed economicamente.

In caso di qualificazione alla prossima Champions League, dove andrebbe migliorata la squadra per essere competitivi anche a livello continentale?

“Non saprei. Il discorso, nonostante le evidenze del campo, è molto complicato: c’è da valutare la disponibilità e le situazioni. Ad esempio ci sono giocatori che vorresti e sono adatti ma non puoi prenderli. Credo che ogni mossa vada valutata con attenzione insieme al tecnico. Lascio volentieri a loro l’onere.”

Parliamo ora della Sua carriera fuori dal campo: Lei è stato per oltre dieci anni il direttore tecnico dell’Inter. Qual è stato il miglior acquisto della sua gestione?

“Difficile scegliere, si potrebbe decidere tra almeno una quindicina di giocatori. Ce ne sono stati talmente tanti che farei torto a qualcuno…”

Qual è stata la cessione più fruttuosa?

“Credo che l’affare più remunerativo dal punto di vista economico sia stata la cessione di Ibrahimovic. La vicenda ha avuto anche i suoi contro: c’è stata una situazione che andava valutata e ripianificata e con enorme dispiacere abbiamo fatto tale operazione. Grazie ad essa però abbiamo costruito la squadra del Triplete.”

Un rimpianto che ha avuto nei suoi anni di gestione? Un acquisto mancato o un giocatore ceduto troppo presto?

“Credo ce ne sia stato più di uno, ma ora è difficile focalizzarne uno in particolare perchè è bene parlare di quelli passati dall’Inter.”

C’è un giocatore che si sente di consigliare in questo momento all’Inter?

“Per rispetto di chi lavora, è al campo tutti i giorni e va in giro tutto l’anno a visionare i giocatori non do questo genere di consigli.”

In futuro Le piacerebbe tornare a lavorare nel mondo del calcio?

“Certamente faccio parte di questo mondo, se mi offrono qualcosa valuto e torno volentieri: è il mio lavoro e quello che so fare e che ho sempre fatto.”

Un ritorno all’Inter è possibile?

“Sono tutte chiacchiere, io sono abituato a parlare di cose concrete. Quando ci sarà qualcosa di plausibile si saprà anche in pubblico.”

Si è parlato tanto dei problemi e di alcuni intoppi che hanno le squadre con una proprietà straniera e lontana. Cosa manca al blocco dirigenziale dell’Inter secondo Lei, considerato anche l’addio di Sabatini?

“Non vedo tutte queste problematiche all’Inter onestamente. Vedo una famiglia interessata al calcio, con il figlio del padrone (Zhang Jr., ndr) che si è trasferito a Milano per stare vicino alla squadra. L’unica difficoltà, che era chiara e che vale per tutti, è che, con delle culture così differenti a confronto, c’è bisogno di tempo per capire i meccanismi di costruzione di una squadra europea e italiana di grande storia e tradizione come l’Inter. É solo una questione di adattamento e di comprensione delle strategie giuste per ottenere dei buoni risultati.”

 

Si ringrazia Marco Branca per la disponibilità mostrata ai nostri microfoni.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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