Si lavora sempre meglio con i giovani in Italia, i primi risultati dei miglioramenti fatti in questi anni. Noi della redazione di Novantesimo.com abbiamo contattato Alessandro Formisano, tecnico del Benevento under 16, per parlare della rivoluzione primavera e dei giovani italiani. Di seguito le domande poste.

Quali sono le tue aspettative su questa stagione, dove incontrerai di nuovo Roma e Napoli, che l’anno scorso hanno avuto non pochi problemi contro di te?

“Le mie aspettative sono quelle di migliorare sempre, è un’aspettativa di base che mi prefisso su ogni lavoro e su ogni gruppo che alleno. Lo scorso anno abbiamo sfiorato i playoff per una manciata di punti, praticamente per casualità. Siamo stati la quarta squadra meno battuta d’Italia e abbiamo fatto innumerevoli pareggi, sbagliando 3 rigori nelle 3 sfide decisive. Ci è mancato quel pizzico di maturità che sia nel precampionato che nella prima con l’Avellino ho già visto, quindi le aspettative sono quelle di migliorarci, non per forza dal punto di vista della classifica, ma anche sotto l’aspetto della maturità, che poi va trasformata in maturità di gioco.”

Secondo anno al Benevento, ti sei fatto già un’idea su chi potremmo vedere tra qualche anno in Serie A?

“C’è qualche prospetto che un giorno può ambire ad arrivare ad alti livelli. L’idea del nostro settore giovanile è far crescere quanti più giocatori possibile per farli arrivare nella nostra prima squadra, se poi è Serie A ben venga perchè vorrà dire che siamo ancora nella massima serie. Oggi indicarne qualcuno può risultare prematuro, ma ci sono dei bei prospetti grazie al bel lavoro di tutto il settore giovanile”.

Cosa ne pensi della nuova formula introdotta nel Campionato Primavera?

“E’ una novità molto positiva, in quanto la Primavera 1 diventa a tutti gli effetti una sorta di Serie A-B per i giovani, perché il livello si è alzato, le squadre si sono dovute attrezzare con rose competitive. Dal punto di vista della crescita del movimento calcistico lo vedo molto bene, perché la qualità tende ad aumentare. Invece, sotto il profilo ideologico ho qualche perplessità perché la presenza di promozioni e retrocessioni possono indurre le società a lottare unicamente per il risultato. Ciò potrebbe andare contro quello che deve essere il principio cardine dei settori giovanili, ossia formare i giovani e non farsi abbagliare dalla sola vittoria. Se cadiamo in questo equivoco si torna indietro, mentre se lo prendiamo come stimolo per migliorarci e migliorare le competizioni allora si fa qualche passi avanti”.

Ultima domanda: 5 talenti non ancora sotto le luci della ribalta che possono fare molto bene in Serie A secondo te.

“Il primo secondo me è Jankto dell’Udinese. Poi farei i nomi di Veretout della Fiorentina, Lyanco del Torino, difensore centrale 1997. Lo Faso è un giocatore che potrebbe esplodere, anche se non credo in questa stagione. Al di là della Serie A, in Italia c’è un giocatore importante che è Gaetano Castrovilli, attualmente in prestito in B. Secondo me è un giocatore di cui sentiremo molto parlare”. 

Si ringrazia Alessandro Formisano e la società Benevento per la disponibilità concessa ai nostri microfoni.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

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