E’ già passato più un mese da quando è stata presa la decisione di sospendere tutti i campionati di calcio a livello nazionale.

La partita contro il Coronavirus

I campi di calcio sono così lasciati alla malinconia che uno stadio vuoto porta con sé. Adesso per la Serie A è tempo di riposare. Per i calciatori è il momento di diventare tifosi. Di chi? Di chi sta giocando la partita più importante e più difficile: quella contro il Coronavirus.

A medici, infermieri, personale ospedaliero e farmacisti deve andare tutto il sostegno possibile (e questo pezzo è – nel suo piccolo – pur sempre un modo di rendergli onore). Sono loro stessi a “personalizzare” la loro tuta protettiva per aggiungere un tocco d’umanità ad un ambiente delicato come quello d’una corsia d’ospedale.

Eroi in corsia

C’è chi stampa la propria foto e se l’appende a a mo’ di cartellino. C’è chi scegliere di scriversi il nome di un calciatore dietro la tuta protettiva. “Romagnoli 13” seguito da “Eroi in corsia” scrive sul dietro la propria un tifoso del capitano del Milan, attualmente in prima linea per fronteggiare l’emergenza nazionale.

“Ieri ho ricevuto questa foto…e questo ragazzo mi scriveva “sei il mio idolo”! E io ti rispondo invece che l’idolo sei tu, anzi, siete tutti voi che state rischiando la vostra vita per salvare le nostre. Non c’è dono più grande. Sei e siete il nostro orgoglio e possiamo solo ringraziarvi: GRAZIE DI TUTTO” ha scritto Romagnoli sul proprio profilo Instagram.

Da idoli a tifosi di nuovi idoli. Ed è proprio con questa dicotomia che anche Francesco Acerbi ha voluto ringraziare altri due operatori sanitari che avevano scritto sulla propria tuta “Acerbi 33” ed “Immobile 17“. “I miei idoli siete voi” ha commentato su Instagram.

Oltre i colori

Del resto, non esiste colore che tenga in periodi così. Ma – come diceva Ernesto Che Guevara – “la durezza di questi tempi non deve farci perdere la tenerezza dei nostri cuori“. E allora basta una pennarello nero su uno sfondo bianco per indossare la maglia del proprio idolo e portare un po’ di leggerezza nell’aria.

Anche un medico lo si può vedere – parafrasando le parole di De Gregori – “dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia“.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, nel 2021 si laurea in giurisprudenza. Ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore". Attualmente frequenta un master presso la 24OreBusinessSchool.