Entella, Boscaglia: “Negli occhi dei ragazzi ho visto la rabbia giusta per fare bene in campionato”

Boscaglia

Dopo il rigetto del ricorso riguardante la partecipazione in Serie B, l’Entella è tornata in campo contro l’Arzachena, nel secondo match giocato in questa stagione in Serie C dagli uomini di Roberto Boscaglia.

L’allenatore ex Brescia ha commentato così la vittoria per 1-0 dei suoi firmata Pellizzer, come riportato da TuttoC.com:

“L’Arzachena è una squadra di categoria venuta qui per fare la sua onesta partita, cercando di chiudere gli spazi e ripartire in contropiede. Noi gli abbiamo concesso qualche ripartenza senza mai dare l’impressione di essere allo sbando. C’era poco spazio per giocare profondo, lo abbiamo fatto tre o quattro volte e abbiamo rischiato di far gol. Nel secondo tempo abbiamo avuto un piglio diverso. Dopo il gol ne abbiamo sbagliati tanti e che ci insegna a essere più cinici perché oggi è bastato un gol ma è probabile che per vincere le partite non basterà un gol. Quando costruisci così tanto devi chiudere le partite. Non abbiamo chiuso prima la pratica non perché non volessimo accelerare ma perché non è facile. A volte siamo stati impazienti, magari si giocava più in profondità, a volte si tirava da trenta metri o si giocava sul giocatore che veniva in contro. E’ stata una partita non semplice e secondo me ne vedremo tante specialmente in casa. Portare questa partita in porto significa che sei una squadra cresciuta. Negli occhi dei ragazzi c’è la rabbia giusta per fare un grande campionato. Non dobbiamo pensare a quello che è stato ma dobbiamo pensare a quello che sarà. Se quello che è stato ci può servire per tirare fuori rabbia e far convogliare questo durante le partite ben venga. Noi dobbiamo pensare al campionato perché abbiamo tante cose a cui pensare e non possiamo pensare a quello che è successo”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.