Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Sky Sport 24. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “La classifica per ora è da guardare solo per la distanza dalla zona retrocessione: questo consente di avere serenità di lavoro per migliorarci. La squadra mostra grandi qualità ma ha dei difetti che contiamo di togliere”.

Rivoluzione estiva: scorie della retrocessione o finito un ciclo?
“Ho fatto un disastro a livello economico nel 2007 mantenendo l’organico della Serie A, con cui poi raggiungemmo i playoff a malapena. Memore di quella cosa oscena, degli anni che ci abbiamo messo per pagare i danni, mi sono riproposto di fare esattamente il contrario: invece di tenere giocatori di Serie A, ho cercato di toglierli tutti tranne qualche giovane di prospettiva. A sorpresa è rimasto Krunic, che non è un giocatore di B”.

Montella, Spalletti, Sarri, Giampaolo, Di Francesco: tutti sono passati da Empoli.
“Questo mi serve soprattutto quando non se ne indovina una. I momenti di difficoltà ci sono, e io mi curo mettendomi a fare un po’ di conti, che alla fine tornano. So che le cose belle durano, ma bisogna essere pronti nella situazione negativa”.

Vivarini ha quella stoffa?
“Il trampolino Empoli lo fa l’ambiente, non io. Qui c’è una situazione per cui si sa che l’allenatore deve lavorare al meglio, l’opportunità la crea l’ambiente. Vivarini ha questa opportunità, vive molto concentrato sul suo lavoro: sa che potrebbe essere un’occasione. Siamo concentrati sul togliere i difetti della squadra”.

E quali sono? In difesa?
“Beh, ora giochiamo per 70-80 minuti e poi prendiamo gol. I nostri difensori non sono abituati a lavorare di reparto, sia con Sarri che con Giampaolo siamo stati abituati a difendere in un certo modo. Vedremo quanto durerà questo passaggio, per poi migliorare quello che bisogna migliorare”.

Stasera Sarri in Champions contro il City. Si sente anche lei in Champions?
“Non mi sento, però mi trovo sul divano a tifare per il Napoli, ormai da qualche anno. Fa parte della storia dell’Empoli, ora del Napoli: si sta parlando di una delle squadre che gioca meglio a calcio”.

Sarrismo?
“L’ho inventato io un paio di anni fa questo termine. Sogno per l’Empoli, ma sogno anche per loro. Io Sarri, non me ne vogliano gli amici della Juve, lo vedo che vince lo scudetto e poi sulla panchina del Bayern o del Barcellona. Se lo merita, ma dovrà staccarsi dal Napoli solo vincendo lo scudetto. Non farà piacere ai miei amici dirigenti della Juve, però ne hanno vinti sei, uno al Napoli ci può anche stare”.

 

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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