L’Empoli dopo il ko contro il Sassuolo è pronto a ripartire soprattutto per guadagnare punti per allontanarsi maggiormente dalla zona retrocessione, ormai troppo vicino. Il prossimo avversario sarà il Bologna di Roberto Donadoni che sta vivendo un ottimo momento.

Su tale partita si è soffermato, durante la conferenza stampa, l’attaccante Massimo Maccarone, passando anche per il caso Levan Mchedlidze: “Conosco tanti tifosi. Non generalizziamo e non facciamo di tutta l’erba un fascio, perchè si sa che la mamma dei cretini è sempre incinta. Andiamo avanti, queste cose non sono da Empoli. Chi viene allo stadio deve tifare per noi, poi è normale che ci siano dei fischi. Mi dispiace per Levan, lui dà sempre tutto ma sarebbe stato lo stesso anche per un altro”.

Sul Bologna: “Non ci aspettavamo una sconfitta col Sassuolo, abbiamo passato un brutto periodo ma anche due splendide settimane. L’entusiasmo comunque c’è, anche se dopo la gara di domenica siamo molto amareggiati. L’importante è rimettersi a posto con la testa e affrontare la gara col Bologna con forza e determinazione. Sarà una gara fondamentale. Nessuno regala niente, ma le motivazioni più forti dovremo averle noi. Vogliamo raggiungere il nostro obiettivo e avere molta più fame di loro”.

Infine sulla stagione dell’Empoli: “Abbiamo la fortuna di stare davanti e quindi di avere il destino nelle nostre mani. Sta a noi mettere tutto quello che abbiamo per mantenere questo distacco sul Crotone. E’ fondamentale trovare equilibrio ed è importantissimo mantenere la calma. Non dobbiamo crearci nella testa problemi che ci tolgono delle energie. Con Fiorentina e Milan abbiamo fatto meno errori rispetto alla gara con il Sassuolo ma non abbiamo sbagliato l’approccio. Abbiamo anche pareggiato dopo il primo gol, poi quando si creano situazioni negative bisogna imparare a reagire e non buttarsi già. Il ritmo? Non so se facciamo fatica ad imporlo perché, guardando i dati, ho notato che abbiamo avuto maggior possesso palla facendo anche più tiri. Il problema è che ci sono delle annate in cui la porta è stregato o partite in cui la palla proprio non vuole entrare. Dipende da tanti fattori il risultato ma con Fiorentina e Milan gli episodi certamente sono stati diversi”. 

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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