A tre giorni dal pareggio casalingo contro il Pescara, il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi ha parlato ai microfoni de La Nazione. Il club toscano, considerata la vittoria del Crotone sull’Inter, dovrà fare molta attenzione se vuole riuscire a raggiungere la terza salvezza consecutiva. Queste le sue parole, riportate da Mediagol.it:

“Noi, come dirigenti, avevamo messo in conto un’annata difficile, ma forse l’ambiente non se l’aspettava. Le colpe? Diciamo che i processi si fanno alla fine, ma sappiamo che questa stagione è probabilmente frutto di scelte mie e del direttore che non convincono. Posso pensare alle mancate cessioni di Pucciarelli e Saponara in estate, o al mercato di gennaio. Siamo responsabili e ci prenderemo tutte le responsabilità del caso, ma insistere ora sugli errori e puntare il dito contro i singoli giocatori o contro lo staff, a nostro avviso, è un errore”.

 “La forza dell’Empoli è sempre stata quella di avere un ambiente sobrio ed equilibrato. Siamo distanti da esempi dove le negatività hanno pesato: da noi il pubblico è sempre stata un’arma in più. Probabilmente anche noi abbiamo commesso degli errori in estate, abbiamo creato un clima che non era da Empoli e forse si è pensato che per salvarsi non si dovesse soffrire, ma la verità è che per noi conquistare l’obiettivo all’ultima giornata è la norma – ha aggiunto -. Sentiamo molta disapprovazione da parte della gente. Gli errori che vediamo in campo sono frutto della paura che è subentrata, ma se la gente fischia a venti minuti dalla fine e aspetta i giocatori dopo la partita per contestarli trasforma la nostra forza, cioè l’ambiente, in una condanna. Forse c’è stata anche un po’ di presunzione da parte nostra, ma ora ho l’impressione che si sia persa la misura. Se andiamo in città della Toscana come Pisa, Prato, Arezzo o Pistoia e raccontiamo certe cose si mettono a ridere. Vi assicuro che farebbero carte false per essere al posto nostro. L’Empoli è un patrimonio e certi comportamenti non sono volti a difenderlo: Adani in tv ha detto che il solo fatto di essere in A è un sogno per questa città. Lui conosce l’ambiente e sa quello che dice”.

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