Emergenza Coronavirus – Come sarà la fase 2 nel calcio?

Serie A
Fonte: Il Post (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Tra i molti interrogativi intercorsi in questi giorni, uno riguarda la ripresa o meno delle attività calcistiche. Se alcuni sport in Italia hanno già alzato bandiera bianca dando l’arrivederci alla prossima stagione. Altrettanto non si può dire per il calcio che, complice interessi economici e di competizioni europee, cercherà di lottare per una ripresa.

Infatti, pesano come un macigno le parole del presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin che – in merito all’assegnazione a tavolino del campionato in Belgio – si è espresso così: “Le squadre del Belgio e le altre che pensano a una soluzione simile rischiano di non partecipare alle coppe europee nella prossima stagione”.

Quando inizierà la fase 2 nel calcio?

Abbiamo affrontato nei giorni scorsi il tema degli allenamenti casalinghi svolti nella fase 1, un modo per mantenere la forma fisica in vista della ripresa degli allenamenti. Ricordiamo che queste attività, rientranti nel c.d. cyber training, non possono essere equiparate nella maniera più assoluta neanche ad una seduta di allenamento differenziata.

In Italia, con l’estensione del lockdown sino al prossimo 3 maggio, anche gli allenamenti non potranno riprendere prima di tale data. Squadre professionistiche comprese. Salvo ulteriori proroghe, il via alla fase 2 potrebbe esserci a partire dal prossimo 4 maggio. Salvo ulteriori proroghe, non auspicabili in quanto vorrebbe significare un peggioramento della situazione nel Paese.

Test ai calciatori per la ripresa del campionato

Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, tramite una lettera indirizzata al presidente del CONI Malagò, ha chiesto di attivare le federazioni affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga presumibilmente intorno al 4 maggio, rispettando le prescrizioni di sicurezza.
Prima di riprendere gli allenamenti, i calciatori di Serie A saranno sottoposti a test accurati, disposti dal Comitato Medico Scientifico della Federcalcio, in una data ancora non ancora definita che dovrebbe riguardare la fine del mese di aprile.
Resterà da valutare le modalità in cui questi esami verranno estesi agli ulteriori campionati (Serie B, Serie C e Dilettanti).

In che modo si tornerà a fare allenamento nel calcio?

Il ritorno a sedute di allenamento all’interno di in un impianto sportivo sarà uno dei processi che condurranno al raggiungimento della normalità dal punto di vista calcistico.
Le squadre che torneranno ad allenarsi dovranno effettuare una mini-preparazione per mettere benzina nelle gambe in vista del rush finale formato dalle partite mancanti. Impossibile pensare che le squadre si possano sottoporre ad una preparazione completa, simile a quelle effettuate in estate, sia per motivi di condizione pregressa sia per motivi di tempistica. Verranno concessi, infatti, al massimo 20-25 giorni dal ritorno negli impianti sino all’inizio delle gare, non necessari per consentire una preparazione completa che ne richiede quaranta.

Il Bayern Monaco si allena durante il lockdown

Il Bayern Monaco lo scorso 6 aprile è stato il primo top club europeo ad essere tornato a svolgere allenamenti su un campo da calcio. Orari scaglionati per l’arrivo, salvo poi essere suddivisi in gruppetti da 5 persone ognuno. Obbligatorio mantenere la distanza interpersonale di un metro e mezzo, docce in spogliatoi separati (due persone per ogni stanza). Vietati abbracci e strette di mano. Con tutte le ripercussioni del caso sugli allenamenti, che sono stati incentrati su corsa, esercizi e allenamento tecnico. Con un ritorno in campo auspicato per il 3 maggio, o nella peggiore delle ipotesi, nel week-end successivo.
Facile quindi immaginare come sia impossibile nei primi giorni della fase 2 effettuare anche una semplice partitella per evitare contatti diretti tra i calciatori.

La ripresa graduale degli allenamenti nel mondo del calcio

Servirà re-iniziare in maniera graduale: il primo step dovrà inevitabilmente riguardare l’effettuazione di test fisici per monitorare il grado atletico di ogni singolo atleta. Vi potrebbero essere atleti in ritardo dal punto di vista fisico (per ragioni legate alla sedentarietà), pertanto è difficile pensare di poter svolgere sin dal primo giorno dei carichi di lavoro importanti.
Nei primi giorni di ripresa, al fine di prevenire infortuni di natura muscolare, sarà necessario effettuare delle valutazioni, magari differenziando chi è sotto la soglia di standard richiesta, per poi aumentare sempre più l’asticella dal punto di vista dell’intensità.
A livello nazionale, ogni squadra sarà alle prese con un problema generale della condizione fisica: si tratta di un problema generale e quindi nessuno dovrà preoccuparsi di dover raggiungere il livello di condizione atletica delle altre.

Che allenamenti faranno le squadre di calcio post quarantena?

Se da un lato il programma di mantenimento può consentire di tenere la struttura muscolare in movimento, altrettanto non può con il pallone. Salvo qualche esercizio di tecnica individuale, questo strumento è stato praticamente abbandonato dalla maggior parte dei calciatori che si troveranno a rimaneggiare questo oggetto sferico dopo 45-50 giorni.
Sarà quindi necessario a riutilizzare il pallone: un’idea iniziale potrebbe essere quella di effettuare la corsa con un pallone tra le gambe (evitando allo stesso tempo contatti diretti e mantenendo la distanza di sicurezza), salvo poi nei giorni successivi – quando si avvicinerà la ripresa – effettuare partitelle.

La ripresa degli allenamenti del calcio in sicurezza

La necessità di riprendere gli allenamenti, seppur in queste condizioni, è fortemente dettata dall’esigenza di stilare classifiche, limitando il più possibile la decretazione di verdetti d’ufficio.
Senza dimenticare che l’esclusione di una Nazione dalle competizioni comporterebbe serie ripercussioni in ambito europeo sia nell’ambito sportivo che economico sia delle attuali manifestazioni (immaginando un’eliminazione a tavolino delle italiane da Champions ed Europa League) sia di quelle prossime, con l’UEFA potrebbe di fatto escludere l’Italia dalle prossime competizioni. Soluzione che sembra esclusa da un po’.
L’approdo nella fase tre, tuttavia, potrebbe essere ricco di ostacoli: gare a porte chiuse che potrebbero dirottare i tifosi nel fare assembramenti verso club di tifosi o bar. Servirà buon senso da parte di tutti, per evitare che questo impegno profuso nelle fasi precedenti non risulti vano…

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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