Stephan El Shaarawy ha parlato dal ritiro per il terzo raduno della Nazionale dedicato ai calciatori emergenti .

Ecco le sue parole: “Entusiasmo? Sì, l’ho sentito. A parte che sono ragazzi molto giovani, alcuni sono qui per la prima volta. C’è grande disponibilità per le richieste del mister. Non ci conosciamo personalmente ma di nome sì, nascono subito le amicizie. La mia consacrazione? Con me si parla sempre di ripartenze, questa è una chiamata che mi dà fiducia dopo che sono stato fuori per molto tempo. Nel corso di carriere o campionati ci sono alti e bassi, ma l’obiettivo è tornare in pianta stabile. Juve- Barcellona? Dopo l’eliminazione con il Porto c’è stata rabbia, mi dispiace vederla da casa. Faccio i complimenti alla Juve perché è una squadra molto forte, nello scontro diretto sarà una gara molto difficile ma dovremo arrivare con meno punti possibili di distanza. Faremo il massimo per ridurre il distacco. La mia carriera fino ad ora? Ho avuto molti alti e bassi nel corso della mia carriera, la colpa credo sia degli infortuni, sono stato fuori un anno e mezzo complessivamente. Ci sono stati un po’ di episodi che hanno condizionato la mia carriera. Non ho mai mollato e dato il meglio di me. Il modulo mi avvantaggia di più, preferisco partire da esterno, nel 4-2-4 posso giocare tranquillamente. La concorrenza? Nei grandi club è normale, però fra Perotti, Salah, io… abbiamo fatto molto bene, in campionato sono arrivati tanti punti. Per arrivare in nazionale devi giocare, avere continuità. Un giocatore deve avere fiducia per essere predisposto a un impiego in nazionale, penso di avere dato il massimo, sia nel club che in nazionale. Ci sono momenti in cui non ti fanno giocare e ti riesce più difficile. Sono contento del percorso fatto, ho tanta voglia di ripartire. Differenze fra Conte e Ventura? Sono due personalità molto forti. Ventura sa bene quello che vuole, ha esperienza, sono molto contento di averlo conosciuto in questo stage. Se mi mancava la nazionale? Tanto, ho fatto parte del gruppo dalla Confederations Cup all’Europeo, anche se non ho giocato molto. Non ho avuto continuità questa stagione, a parte nelle ultime gare. Ora ho la fine del campionato per convincerlo e convocarmi. La convocazione? Per me è molto positiva, stage o non stage è un ritorno in nazionale. Io ci tengo tantissimo, ne ho sempre fatto parte sin dal 2012, non posso che essere contento. La prendo anche come un’opportunità, un’occasione per farmi conoscere, instaurando un rapporto che va verso il futuro. Guardo le partite di giugno, di settembre, il Mondiale. Quello è il mio obiettivo. Tutto dipende da me”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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