E anche questa settimana il Milan… Fallisce, a caso ma non per caso

Gattuso col Milan
Fonte foto: calciomercato.com

Fallisce la Jie Ande, azienda di cui fino a ieri il 90% della stampa italiana non ne conosceva l’esistenza, oggi invece è diventata la principale azienda di Yonghong Li, attuale presidente del Milan. Forse lo è davvero, chissà, andiamo avanti.

Cose di cui la stampa forse non era al corrente: quell’azienda era la proprietaria di un’altra azienda (o meglio possedeva l’11.4% di un’azienda quotata alla borsa di Shenzhen), bensì quella era accreditata come la società cassaforte salvadanaio, come è stata definita dalla stampa nella mattina, di Yonghong Li. Non che non ne abbia subito anch’essa un danno consequenziale. Altra cosa che forse non si sapeva? La gestione del presidente rossonero non è fallita stamattina, ma l’azienda era già nelle mani di uno studio legale di Pechino (Jindu).

Il curriculum finanziario del presidente rossonero è molto ampio, di certo non ha indicato con una classifica quali aziende ritiene più importanti, non siamo qui a fare la classifica degli errori arbitrali, ma parliamo di una persona che, ovviamente non da solo ma con l’aiuto di fondi e banche, ha sborsato ben 740 milioni per acquistare il Milan.

Però in Italia ci preoccupiamo di noccioline, avevamo dubbi se avesse versato, prima o poi, i tre milioni che servivano per sistemare il bilancio rossonero, quando ad esempio il Milan ha riscattato in anticipo André Silva dal Porto per 38 milioni, e come detto da Gattuso lo stipendio dalla società arriva in anticipo di un giorno quasi sempre. Piccole cose che ti rendono una grande squadra, non è una difesa alla società rossonera ma semplici constatazioni.

Ma veniamo al succo, il Milan che danni subirà dal fallimento della Jie Ande, lo era anche a metà febbraio ma meglio sparare questa notizia nella pausa delle nazionali, ora sui giornali c’è solo aria fritta. Allora, praticamente nulla, nessun effetto, quasi neanche minimo.

Certo, non è di certo una cosa buona per il presidente rossonero ed è un danno di immagine per Yonghong Li. Ora cosa manca al Milan per essere con i conti apposto? Due cose molto semplici.

  1. Il rifinanziamento, il Milan dovrà rifinanziare i debiti con Elliot e lo stesso fondo americano dovrebbe postare tra i 30 e i 40 milioni, per il mercato? No, per garantire all’Uefa una solidità societaria. Tanto che Fassone a Nyon potrebbe recarsi con Paul Singer, fondatore del fondo Elliot. Perché? Eventuali sanzioni dalla Uefa al Milan peserebbero anche sulla società americana.
  2. C’è bisogno di aumentare il fatturato del club rossonero, sia aumento i ricavi dai prodotti del club, dallo stadio (in ottica futura si penserà a uno di proprietà), espansione del brand in Italia e in Cina, con ottica in tutto il mondo.

Chiosa finale, il Milan prende solo parametri zero: per Reina è fatta, Strinic è in dirittura d’arrivo, si monitora Ki Sung-Yueng ma non è detto che venga preso, anche se ora è sulla lista di Mirabelli. Siamo tornati alla gestione degli ultimi anni? No, è programmazione. Giocatori utili anche se non di prima fascia per puntellare la rosa, prima del mercato vero (quello dei colpi), pensate siano inutili? Ricordate le parole di molti, quest’estate, all’arrivo di Borini…

Calma, e buona pausa per le nazionali… Per quanto buona possa essere…

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.