Incroci pericolosi tra Laguna Larga e Bahia Blanca, compagni di reparto nell’Argentina ma acerrimi rivali con i rispettivi club. Il primo reduce dall’anno peggiore della carriera, il secondo da quello migliore: Paulo Dybala contro Lautaro Martinez, due argentini pronti a caricarsi sulle proprie spalle Juventus e Inter.

Se la Joya ha già timbrato al debutto contro l’Udinese con la solita classe, il Toro era ai box tra squalifica e infortunio ma è già pronto per la sfida contro il Verona. Sapranno essere loro i veri leader assoluti di Juve e Inter, i veri trascinatori in chiave scudetto?

Un anno da dimenticare: la rinascita della Joya

I tanti, troppi infortuni, la titolarità persa con la Juventus con tanto di scudetto andato, una Copa America vinta vista da casa con l’Argentina. Il 2021 ha portato troppi dolori insieme per Paulo Dybala, finito in un vortice negativo dal quale non è riuscito a uscire fino al ritorno di Massimiliano Allegri.

Torna il grande ex in panchina e le cose vengono subito chiarite: “Dybala è al centro del progetto, è il vice-capitano della squadra”. Un’iniezione di fiducia che è linfa vitale per un attaccante che spesso ha mostrato limiti nella personalità, nella forza e nella lucidità mentale. “U Picciriddu”, come veniva chiamato ai tempi del Palermo, ha sempre avuto bisogno di essere un po’ coccolato per poi trasformarsi in campo e diventare il più grande di tutti.

Pronti via e subito il marchio della Joya contro l’Udinese, un tocco di prima d’esterno che solo lui e pochi altri sanno fare. Ovviamente ci aggiungiamo tanti lampi di classe cristallina, intelligenza, cultura calcistica, tecnica superiore. Dybala vuole caricarsi la squadra, ha i mezzi per farlo. Ha le capacità per essere l’uomo simbolo della rinascita della Juventus in Italia e in Europa, provando a sovrastare anche la prepotente ombra accanto a lui di Cristiano Ronaldo.

L’anno di Lautaro Martinez: ora la leadership dell’Inter

Via Conte, via Hakimi, via anche Lukaku. Via i principali artefici di uno Scudetto dominato, ma lui c’è, lui resta forte e chiaro. Lautaro Martinez si è imposto e ha spinto per restare all’Inter, nella squadra grazie alla quale si è preso anche la titolarità dell’Argentina, dove è reduce da una Copa America vinta da protagonista. Nell’Inter resta e dell’Inter vuole essere l’uomo copertina.

Se l’anno scorso ha solo accarezzato quota 20 gol stagionali arrivando a 19, al netto di qualche errore di troppo sotto porta, quest’anno la storia dovrà essere diversa. È cambiata completamente la filosofia di gioco, mister Inzaghi attacca con un baricentro ben più alto e spudorato rispetto al suo precedessore. Si attacca in tanti, si spinge in tanti, si segna in tanti. Di conseguenza, maggiori saranno le palle gol per gli attaccanti.

O almeno così spera il Toro, più affamato che mai e pronto ad esplodere definitivamente dopo due anni al servizio di Lukaku, pronto ad essere la punta di diamante della squadra campione d’Italia uscente. Inoltre, la presenza di alfieri come Dzeko e Correa aiuteranno ulteriormente Lautaro in zona gol, perché saranno proprio i nuovi acquisti ad essere in aiuto dell’argentino, come quest’ultimo faceva con Lukaku.

Un 2022 con vista Qatar: la Joya e il Toro vogliono il Mondiale

Quella che è appena iniziata sarà una stagione speciale, perché sarà quella che precede l’ “unico” Mondiale in Qatar, atipico perché si svolgerà tra fine autunno e inizio inverno. Sebbene abbracci anche l’anno prossimo, sono questi i lunghi mesi che serviranno da preparazione a tecnici e giocatori in vista della rassegna qatariota.

Campione del Sud America uscente, l’Argentina vuole bissare il successo dello scorso luglio vincendo anche un campionato mondiale che manca dal lontano 1986, dalla Mano de Dios per intenderci. Se Lautaro Martinez ha bisogno solo di confermarsi, visto che la maglia numero 9 dell’Albiceleste è sua di diritto a suon di gol, è tutto da decidere il futuro in nazionale per Paulo Dybala. E’ stato appena richiamato dal CT Scaloni dopo una lunga assenza, ma la sua presenza futura è tutto fuorché certa.

Sarà una stagione decisiva per il suo destino, visto che all’alba di quasi 28 anni, si prospetta per lui forse l’ultimo Mondiale ad alti livelli fisici, tecnici mentali; è un treno da non perdere assolutamente se ha voglia di compiere il passo decisivo per essere un campione. Discorso diverso per Lautaro, un classe ’97 con già tutt’altro carattere, garra e fame.

Paulo Dybala e Lautaro Martinez, due destini che si incrociano e che possono produrre collisioni pericolose, sia con i club, sia con la nazionale argentina. Mai come quest’anno, lo scudetto parla argentino. Juventus e Inter sono pronte a sfidarsi a suon di tango.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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