L’Inter, di per sè, non è mai stata una squadra lineare colpita spesse volte da cambiamenti drastici tra sani momenti di lucidità e una pazzia, a tratti, incomprensibile agli occhi dei propri tifosi: continui harakiri durante i novanta minuti delle gare. Al momento del suo approdo, Antonio Conte, aveva denunciato questo carattere dell’Inter promettendo una regolarità maggiore.

In questo frangente di stagione, però, ciò non sta avvenendo ma, in questo caso, il primo a sembrare pazzo è proprio il tecnico che aveva professato la fantomatica tranquillità nei 90 minuti delle gare. Da cosa s’evince questa situazione particolare in casa nerazzurra?

Chiunque si trova a guardare le partite nerazzurre in questo periodo si trova di fronte ad un vero e proprio elettrocardiogramma, quasi sottosforzo. Ci sono momenti in cui sul terreno di gioco i nerazzurri la fanno da padrona, paventando tuttavia problemi di lucidità sottoporta e poi ci sono momenti in cui la squadra meneghina è costretta a difendersi all’interno dei propri ultimi 16 metri. Tra i tanti fattori che determinano questa situazione ci sono anche le scelte operate dall’allenatore.

L’ultimo esempio si è verificato domenica. Per 80 minuti l’Inter ha fatto la partita in casa della Roma. Contando le occasioni da gol il 2-1 a favore dei Conte’s boys era fin troppo stretto poi, all’improvviso il patatrack causato, soprattutto dai cambi operati dal tecnico reo d’aver tolto dal campo i due giocatori che potevano aiutare la squadra a resistere al forcing finale: trattasi di Lautaro Martinez e Hakimi. Già nella partita con il Napoli le sostituzioni avevano abbassato l’Inter ma in quel frangente l’1-0 targato Lukaku aveva retto ai tentativi di Insigne e compagni. Ma il quesito è: cosa capita ad Antonio Conte in questi momenti di follia?

La sensazione che si ha negli ambienti calcistici è che al tecnico leccese venga il braccino: nel momento in cui potrebbe gestire la gara e dare la mazzata finale all’avversario finisce con il perdere quanto di buono fatto fino a quel momento perdendo punti preziosi nella cavalcata del campionato, senza dimenticare la prematura esclusione dalla Champions. Questo aspetto è sicuramente anomalo per un allenatore della sua caratura e nessuno si spiega perché un allenatore della sua ferocia agonistica non riesca a gestire in maniera differenti gli ultimi minuti delle partite che affronta.

Questo quesito diventa ancora più accentuato nei momenti in cui si vede l’Inter imporre il proprio gioco e assediare la porta avversaria grazie, anche, alle qualità dei suoi giocatori d’attacco che, per quanto producono, concretizzano poco: veri e propri minuti in cui veder giocare l’Inter è anche, a tratti, un piacere per la qualità che evidenziano i suoi giocatori.

La medicina a questa malattia di Conte la deve trovare lui stesso, deve guardarsi allo specchio e capire se la sua personalità vera è quella avuta da Antonio o da Conte. Risolverà il rebus? I tifosi nerazzurri sperano di sì e che questa risoluzione possa sorridergli.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008