Dov’è finito il vero Ancelotti? La voglia di sperimentare ha superato la fame di vittorie

ancelotti

Carlo Ancelotti è indubbiamente uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, apprezzato sia in Italia che all’estero. Durante la sua carriera ha vinto molti titoli in giro per l’Europa che lo hanno portato ad essere un tecnico di fama mondiale. Dalla scorsa stagione Ancelotti è tornato in Italia dopo numerose esperienze in altri campionati ma senza riuscir ad incidere come accaduto in precedenza.

L’allenatore emiliano è alla seconda avventura sulla panchina del Napoli dopo aver preso il posto di Sarri, probabilmente il tecnico che ha inciso maggiormente nella squadra azzurra negli ultimi anni. Ancelotti, però, in questa stagione ha riscontrato più di qualche problema con i risultati e l’impressione è che il suo apporto nelle grandi squadre non sia quello delle gloriose stagioni passate. Sicuramente non è tutta colpa sua, perché appena approdato in Campania la Juventus ha comprato Cristiano Ronaldo segnando subito il destino del campionato prima ancora che prendesse il via. Il Napoli, fresco dell’addio di Sarri, ha dovuto cambiare mentalità e tattiche varie, non dando però la sensazione di poter lottare con i bianconeri.

PERSA LA BRILLANTEZZA DI DUE ANNI FA

Quest’anno tra le grandi squadre solo il Napoli non ha cambiato allenatore e ai nastri di partenza questo fattore era dato come un vantaggio per la squadra di Ancelotti, il quale però non è ancora riuscito a dare una scossa ad un ambiente che forse necessita di diversi cambiamenti. Dopo il campionato perso nel finale nella stagione 2017/18 alcuni giocatori, soprattutto quelli più rappresentativi, sembrano non aver più la brillantezza di un tempo e, anche se è ancora lontana, la prossima estate potrebbe essere teatro di una rivoluzione in casa Napoli.

DA PRIMO POSTO A LOTTARE PER LA CHAMPIONS

Tuttavia, i tifosi partenopei si aspettavano di più rispetto ad anno scorso, quando una stagione non secondo le aspettative poteva essere compresa, in questo campionato le ambizioni sarebbero dovute essere di più ma ciò che emerge guardando partite e classifica è che non ci sia più il clima di una volta. In attesa di vedere se ci saranno novità sia in panchina che tra i giocatori (saluteranno Mertens e Callejon?) torniamo a parlare di Ancelotti e le sue difficoltà in questi primi mesi di stagione. Il Napoli attualmente è quarto in classifica e deve controllare sia Atalanta che Roma per evitare di scivolare in zona Europa League. Juventus e Inter viaggiano a ritmi più alti, il Napoli fin da subito ha dato l’impressione di non riuscire a stare dietro a Sarri e Conte.

PROBLEMA TURNOVER

In un anno in cui Ancelotti poteva dimostrare che l’età non è un problema e la voglia di vincere non se n’è mai andata, i risultati invece suggeriscono idee diverse. Ancelotti per certi versi sembra un allenatore alle prime armi, incapace o quantomeno non abilissimo a gestire certe situazioni. Prima di tutto, secondo alcune voci ci sarebbero state alcune incomprensioni con il presidente De Laurentiis per il mercato, oltre ad un rapporto che non sembra mai essere stato idilliaco con Lorenzo Insigne. In più, il tecnico non ha ancora trovato una formazione stabile e titolare, sempre se trovarla rientri nei suoi piani, e in ogni partita, di campionato e Champions, l’11 che scende in campo è pieno di cambiamenti rispetto a quello della gara precedente. Tante novità, nessuna certezza. È vero che in una squadra che ha molti impegni, di cui la maggior parte ravvicinati, è giusto applicare turnover per evitare eccessiva stanchezza e infortuni, ma il tecnico azzurro è solito a cambiare più di quello che servirebbe.

TROPPE SPERIMENTAZIONI

In questo modo non c’è mai una formazione di riferimento dalla quale ogni tanto si cambia qualcosa, ma i giocatori ruotano in continuo e spesso giocando in posizioni non adatte alle loro caratteristiche. I giocatori offensivi ne risentono maggiormente, le frequenti rotazioni impediscono ai vari Milik, Mertens di incidere e di segnare come una volta. Un altro esempio è quello relativo ad Elmas, schierato fuori ruolo contro la Spal in un esperimento che ancor prima del fischio d’inizio non trasmetteva grande entusiasmo. Elmas è un buon prospetto con ottime potenzialità ma troppe rotazioni e collocazioni non precise potrebbero non aiutarlo in ottica futura. Prima abbiamo citato Milik e Mertens ma è lecito parlare di Callejon, un giocatore che non incide come in passato e come succede ad altri rischia di svalutarsi.

NON C’E’ STATA UNA CRESCITA

Ancelotti dunque non è riuscito ad improntare il suo Napoli con la mentalità vincente che lo ha sempre contraddistinto, anzi, l’idea è che si accontenti dell’obiettivo minimo , ovvero l’accesso alla Champions League, senza osare per infastidire Juventus e Inter. Addirittura l’Atalanta, da sempre considerata una provinciale, come mentalità sembra aver superato il Napoli e molto di questo verrà in parte confermato o smentito domani durante lo scontro diretto tra Ancelotti e Gasperini. Il Napoli non ha dato continuità allo strepitoso campionato di due anni fa, Ancelotti ha perso smalto rispetto a qualche stagione passata e seppur rimanga uno degli allenatori più vincenti della storia calcistica non è riuscito a far crescere ulteriormente la squadra azzurra.

RIVOLUZIONI SI’, MA IN ESTATE

Troppi cambiamenti da una partita all’altra, poche certezze. Già si parla di alcuni addii in vista del mercato estivo, il Napoli che poteva sfruttare i cambi in panchina di Juventus e Inter non ha approfittato questo apparente vantaggio ma al contrario sembra essersi ridimensionato. Probabilmente servirà una rivoluzione, però sul mercato, perché sul campo ne abbiamo viste già troppe.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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