Donnarumma e il Milan si separeranno a breve, le dichiarazioni di Maldini dei giorni scorsi non lasciano interpretazioni e arrivano dirette e puntuali. Il dirigente rossonero ha annunciato pubblicamente che il portiere non rinnoverà il contratto in scadenza il 30 giugno e nel frattempo il Diavolo si è già assicurato il suo sostituto, Mike Maignan.

L’ormai ex portiere del Lille prenderà la pesante eredità di Donnarumma, che ora dovrà decidere il suo futuro. Questioni che non riguardano più direttamente il Milan, almeno per quanto riguarda il discorso trattative, il giocatore ora è libero di trovare l’accordo con la squadra che ritiene più adatta per lui. Il rinnovo in scadenza nell’ultimo anno e mezzo è sempre stato un discorso che ha agitato i tifosi e che ha occupato gran parte dei pensieri dei dirigenti rossoneri, che però hanno preso una decisione forte e significativa, consapevoli che il tira e molla con Donnarumma e Raiola andava avanti da troppo tempo e, in una società seria come il Milan ha dimostrato di essere, alcuni comportamenti da parte dei giocatori non sono tollerati.

Ingaggio e tempistiche, il Milan non ci sta

Donnarumma, per quanto possa essere un grande valore in campo e l’età è tutta dalla sua parte, è pur sempre un giocatore di una rosa composta da tanti altri giocatori. In mezzo ai colloqui tra Donnarumma, Raiola e la società uno dei discorsi principali riguarda naturalmente lo stipendio che il portiere avrebbe avuto in caso di rinnovo. L’accordo non è mai stato trovato, in un periodo dove tutte le società devono stare ancora più attente al monte ingaggi il Milan non ha visto il portiere a venirgli incontro.

Oltre a questo, è intuibile che il Milan non abbia digerito benissimo le richieste da parte di Raiola sulle commissioni che gli sarebbero spettate col rinnovo. Inoltre, i tempi della trattativa sono stimabili in molti mesi, se non un anno, in questo tempo il Milan ha sempre cercato di trovare un’intesa ma alla fine dei giochi si è risolto con un nulla di fatto e con Donnarumma che lascerà il Milan.

Posizione autorevole della società nel rinnovo di Donnarumma

Si sa che trattare con Raiola, specie se c’è Donnarumma in mezzo, non è facile e comporta qualche sacrificio economico. Il portiere ha compiuto 22 anni a fine febbraio, avrebbe potuto rappresentare il simbolo del Milan anche in Champions ma la linea presa dalla società è forte e chiara. Donnarumma in sede di trattative forse si sentiva più forte degli altri e per questo si aspettava che tutto gli fosse dovuto. Il Milan ha prima chiuso per Maignan, francese classe ’95 e con buone potenzialità, e poi ha chiuso con Donnarumma. Tradotto con il classico motto aziendale, tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.

Essere sulla carta uno dei migliori della rosa non comporta un trattamento migliore ed esclusivo, il Milan probabilmente qualche sacrificio, nel limite delle possibilità, l’avrebbe anche fatto per tenere Donnarumma. All’interno di una squadra ci sono ruoli e gerarchie da rispettare ma questo non significa che un dirigente non possa venire incontro alle richieste di un giocatore. Tuttavia, la società ha il dovere di dare priorità all’intera squadra e portando avanti per le prossime settimane una trattativa del genere il Milan avrebbe fatto il gioco di Donnarumma e soprattutto di Raiola.

Il messaggio del Milan è forte e meritevole di rispetto, dal punto di vista sportivo la perdita di Donnarumma è sicuramente importante ma in questo modo Maldini e tutta la dirigenza hanno fatto capire che un singolo non potrà mai essere superiore all’intera squadra e quindi godere di particolari privilegi di cui gli altri compagni non possono usufruire.

Non si parla solo di ingaggio, è naturale che non tutti i giocatori possano percepire lo stesso stipendio, ma quando si parla di rinnovo è la società che deve dettare le condizioni e stabilire se le richieste del giocatore siano accontentabili o meno. Nel caso in cui non lo fossero, è il giocatore che deve adeguarsi o cambiare squadra. Che tu sia un Donnarumma o la terza riserva in attacco.

Rimpianto di mancata cessione, ma il Milan ha agito bene

Dal punto di vista economico il Milan potrà avere il rimpianto di non aver guadagnato da uno come Donnarumma, che non solo poteva portare nelle casse rossonere un’ottima cifra, ma con una cessione si sarebbe registrata un’importante plusvalenza. Prolungare il contratto anche solo di un anno avrebbe permesso al Milan di ricavare qualcosa, il rinnovo annuale era un’ipotesi che negli ultimi mesi è circolata ma non si è mai concretizzata. Tra le opzioni c’era anche quella che portava il portiere a decidere di rinnovare in caso di qualificazione alla prossima Champions League, come è effettivamente avvenuto. Il Milan però, anche se non ancora in maniera ufficiale, aveva già chiuso con Maignan prima della partita decisiva con l’Atalanta, altro forte segnale che conferma la posizione della dirigenza. Se quindi Donnarumma voleva aspettare di vedere se il Milan giocasse in Champions oppure no, dall’altra parte il Milan ha preso il suo sostituto prima che questo grande dilemma delle competizioni europee si risolvesse.

Ora Donnarumma dovrà cercarsi un’altra squadra, si parla principalmente di Juventus, Manchester United e Barcellona. La sua storia con il Milan si è chiusa nel peggiore dei modi, il portiere non ha più l’appoggio della tifoseria che invece si schiera dalla parte della società. A conferma che l’intera squadra conta più del singolo giocatore.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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