Diritti Tv: L’offerta mostruosa dell’Arabia alla Lega, ma potrebbe essere un passo indietro

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Il calcio, ormai si sa, è cibo per le Pay Tv che ogni tre anni riorganizzano un piano triennale per decidere chi trasmetterà cosa. Eppure uno schema, più o meno fisso lo abbiamo sempre avuto, con gli eventi più importanti, come campionati e coppe continentali, trasmessi da Sky e Mediaset e le rimanenti competizioni, unite alle partite della Nazionale Italiana, sui canali della Tv pubblica italiana.

Dalla stagione 2018/2019 un po’ di cose, però. cambieranno iniziando proprio dal primo, attesissimo, evento estivo: il Mondiale di Russia 2018. La gara per questa competizione era rimasta in ballo tra Mediaset e Rai, con la seconda che ha deciso di rinunciarvi vista l’esclusione della nostra nazionale dalla competizione. Mediaset che avrà quindi il controllo della competizione e che, un po’ a sorpresa la trasmetterà sui canali fruibili a tutti, Rete4, Canale5 ed Italia1. Alla Rai rimarranno le partite di tutte le nazionali per i prossimi 4 anni.

Mediaset che si consola così per la perdita dei diritti Tv relativi al triennio 2018/2019 – 2020/2021, per partite di Champions League ed Europa League che passano in mano a Sky. Qui però la Rai conta di ottenere la possibilità di trasmettere una partita di Champions, il mercoledì sera, per le prossime tre stagioni.

Nel frattempo alla Lega di Serie A è giunta un’offerta dall’Arabia: 13 miliardi di euro in 10 anni, per ottenere i diritti Tv della Serie A. La Lega, però, rischia di spaccarsi un’altra volta visto che le squadre minori sembrano molto interessate, al contrario delle ‘Big’ che non sembrerebbero per nulla disposte a sedersi al tavolo delle trattative. Come si legge sulla Gazzetta dello Sport, durante la commissione diritti tv, ieri si sono presentati i funzionari di Ernst & Young, che fa da intermediario, e di Comoi, consulente finanziario. La banca che offrirebbe questo tesoretto è la International Bank of Qatar (Ibq) anche se pare che la firma di quest’ultima non ci fosse ancora e che, solo a riunione conclusa, fosse sopraggiunta una email certificata.

I presenti spiegano che si è trattato di una presentazione superficiale e che mancano ancora alcuni tasselli fondamentali per appurarne la bontà o meno, a cominciare dalle garanzie. Da quel che filtra, l’operazione costerebbe ai club l’1,5-2% di commissioni fisse e il 15% variabili, che scatterebbero oltre la soglia di 1,3 miliardi annui di incassi dai diritti tv. Sì perché le coperture finanziarie della banca qatariota sarebbero relative ai proventi televisivi centralizzati della Lega: la Ibq darebbe le garanzie necessarie per consentire alle società di scontare i crediti dei contratti tv e, in caso, potrebbe agire essa stessa come istituto di fattorizzazione (appunto di anticipazione dei crediti) fino al 50% del valore dei diritti tv per due anni.

Giusto dunque chiedersi se sia realmente vantaggioso affidarsi ad un soggetto terzo, per ben 10 anni, riducendo di molto le possibilità di crescere in cambio di un minimo garantito.
Meglio l’uovo oggi o la gallina domani? La risposta ce la darà la Lega che si riunirà il prossimo 4 Gennaio.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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