Diamanti: “A Perugia ho ritrovato me stesso, rimpiango il West Ham”

Alessandro Diamanti si racconta, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, parlando della sua carriera itinerante e della sua avventura al Perugia in Serie B.

Perugia – “Qui a Perugia ho trovato un gruppo di bravi ragazzi. Probabilmente, per come sono fatto, se avessi trovato una squadra di teste di c… me ne sarei andato. Invece, ho piacere a lavorare con loro, ad allenarmi e condividere i risultati che stiamo ottenendo. Leader? Ho sempre avuto peso negli spogliatoi, mi è sempre piaciuto aiutare i miei compagni e fortunatamente qui a Perugia ho trovato ragazzi che ascoltano”.

Esperienze – “A livello umano, dopo Palermo, mi era passata un po’ la voglia. Perugia è stata un’opportunità che fin da subito mi ha dato la grinta per ricominciare. Qui sto tornando il vero Diamanti. In questi otto mesi però non sono stato fermo un attimo: mi sono allenato seriamente all’Isokinetic e con gli Allievi Nazionali del Bologna. Chiamate dalla Serie A? Sì qualche chiamata l’ho ricevuta, ma erano tutte cose forzate. Nulla di serio e convincente. Ho guardato varie partite in TV in questi mesi, probabilmente a qualche squadra avrei anche fatto comodo secondo me… ma io non mi accontento. Non volevo fare come al Watford, dove mi hanno preso pur sapendo che il mister aveva altre idee tattiche e infatti sono rimasto sei mesi a guardare gli altri giocare. Ho scelto Perugia perché l’ho visto giocare e mi piaceva poi il presidente mi ha convinto subito toccando le corde giuste. In Cina non sarei mai tornato perché credo di poter dare tanto ancora in Italia, lì sono stato bene, ma per quei campionati c’è tempo per andare a giocarci. Pentito della Cina? No, non ci sono andato per soldi. Ho fatto quell’esperienza, ho vinto e sono tornato. Il rimpianto vero è il West Ham, tornassi indietro ci rimarrei per tanti anni in Premier League”.

Finale di carriera –Ho sempre detto che mi piacerebbe andare al Livorno, mi hanno cercato anche quest’anno, ma il calcio è strano possono succedere tante cose. L’età mi ha insegnato a guardare avanti rispettando tutti, ma senza aspettarsi niente da nessuno. Ho tante cose ancora da dare che da dire”.

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.