Il ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio, ha letteralmente fatto tremare il panorama calcistico italiano, a seguito delle sue dichiarazioni contro le sponsorizzazioni di agenzie di scommesse nel mondo del calcio, dal campo alla tv. Del resto è da tempo che in Italia il dibattito su questo argomento è molto attivo, prendendo ad esempio lo stesso regime che è stato imposto alle industrie produttrici di tabacco, che non possono sponsorizzare nulla nel mondo dello sport.

A tremare, però, sono squadre e televisioni che vedrebbero sfumare il grosso quantitativo di introiti derivanti proprio da questo canale di sponsorizzazione, stimati in centinaia di milioni di euro. Basti pensare che su 20 squadre, 11 hanno un “betting partner”. Se a questo si aggiungono le perdite delle televisioni, che quindi pagheranno meno alle singole squadre per i diritti, tutto questo si tramuta in una perdita stimata, in 3 anni, di 700 milioni di euro. 

La posizione di Di Maio e di tutto il Movimento 5 Stelleè chiara: la loro politica è apertamente schierata contro il gioco d’azzardo. Nel frattempo la Serie A trema.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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