Frosinone-Napoli è in programma per il 28 aprile, ma i rispettivi presidenti non hanno atteso di incontrarsi sul campo per sferrare l’offensiva: ad accendere la miccia è stato il patron dei partenopei Aurelio De Laurentiis che, in un’intervista rilasciata al NY Times a dicembre e pubblicata ieri, ha espresso il suo pensiero sul tema degli introiti dagli sponsor e del sistema di promozioni-retrocessioni: “Club come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se non possono competere, se finiscono per ultimi, dovrebbero pagare una multa”.  

ADL ha rincarato la dose, affermando l’inutilità finanziaria del meccanismo delle promozioni e retrocessioni: “La promozione e la retrocessione sono la più grande idiozia nel calcio. Soprattutto quando anche la Uefa ha cercato di costringere i club a rispettare le regole del fair play finanziario. Le società dovrebbero essere strutturate geograficamente, in modo che possano essere autosufficienti. Se non possono sopravvivere finanziariamente, se non possono essere autosufficienti, dovrebbero essere espulse” .

La risposta di Stirpe non si è fatta attendere: il numero uno frusinate ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb , rispondendo per le rime a De Laurentiis: “Mi sembrano dichiarazioni di una persona che ha la sindrome di Napoleone. Nella vita ancora prima che nel calcio serve rispetto e io qua non ne vedo. Io i soldi nel calcio li ho sempre investiti, con quelli che ho ricavato dai diritti tv ci ho costruito uno stadio nuovo. Cosa che De Laurentiis non mi sembra abbia ancora fatto. Nelle sue parole vedo solo una mancanza di rispetto da parte di gente cafona. E poi mi permetto di dire che non voglio neanche accettare consigli da chi non ha vinto praticamente niente negli ultimi anni.”

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.