Dalla salvezza all’Europa, Rolando Maran continua a stupire con il Cagliari

Il calciomercato estivo mostrava un Cagliari come un vero cantiere a cielo aperto: l’anno del centenario, infatti, è stato sin da sempre una spinta per far bene per il presidente Giulini. Inizialmente, con la cessione di Nicolò Barella, si evinceva un malcontento tra i tifosi sardi pronti a veder la propria squadra lottare nuovamente per la salvezza o per un posto di media-bassa classifica.

Invece, oggi, vediamo un Cagliari in piena zona Champions League con un organico pronto a dar battaglia alle big della Serie A per tutto il corso della stagione. Naturalmente tra i principali protagonisti di questa prima parte di stagione vi è Rolando Maran, tecnico che per la prima volta compete per traguardi più importanti rispetto alla corsa salvezza.

IL CAMBIO DI MENTALITÀ’

L’ex Chievo Verona, infatti, è stato sin da sempre etichettato come un allenatore capace di salvare le proprie squadre da periodi di crisi o dalla retrocessione. Durante questa stagione, invece, il vero carattere di Maran si manifesta nel gioco della squadra, ovvero grintoso e concreto capace di conquistare i tre punti in casa del Napoli e dell’Atalanta.

A rafforzare tale mentalità è la presenza in rosa di giocatori come Nainggolan e Nandez che strutturano la loro carriera, oltre che sul talento, sulla capacità di prendersi i compagni sulle spalle dinanzi i diversi ostacoli.

LA TATTICA PERFETTA

La squadra sarda non perde dal primo settembre, risultato straordinario per un club provinciale, ma anche conseguenza di un mercato effettuato in maniera precisa e sotto la guida del proprio tecnico. Quest’ultimo è il vero tassello decisivo per il Cagliari formato Europa: innanzitutto ha saputo capire il ruolo e le qualità di ogni singolo giocatore rosa portando in atto anche diversi cambiamenti nel proprio scacchiere. Il primo Maran si concretizzava con un 4-3-1-2 pronto a rafforzare la difesa e a sfruttare il trequartista per i vari inserimenti; da quest’anno, invece, lo schema è un 4-3-2-1 meglio conosciuto come il modulo ad Albero di Natale.

Con tale soluzione Maran ha saputo liberare il centravanti Simeone dal compito di venire tra le linee per aiutare i compagni in fase difensiva, garantendogli così la mansione che gli viene meglio cioè quella di correre in profondità. Con questi movimenti l’ex Genoa non fa altro che aprire un varco tra la difesa ed il centrocampo degli avversari, portando i propri compagni a compiere delle verticalizzazioni per sfuggire alla trappola del fuorigioco.

SOLIDITÀ’ DIFENSIVA

Maran, oltre che a strutturare il proprio tatticismo su un folto possesso palla, lavora assiduamente sulle manovre difensive tanto divenire il proprio cavallo di battaglia. Con il baricentro basso e giocatori robusti dinanzi la difesa per il Cagliari il pressing risulta essere il vero punto di forza.

Da un altro lato, però, effettuare uno schema difensivo così imponente potrebbe diminuire notevolmente le pinte offensive rossoblu, soprattutto in relazione all’infortunio di Leonardo Pavoletti che ha ridimensionato la produzione di cross e lanci lunghi per il proprio terminale offensivo.

I pochi goal incassati sono anche frutto della crescita esponenziale del portiere Robin Olsen arrivato in extremis dopo l’infortunio di Alessio Cragno. Se l’anno scorso il portiere svedese veniva visto come l’inizio del declino della campagna acquisti di Monchi, ex Direttore sportivo della Roma, al giorno d’oggi è la ciliegina sulla torta messa dal direttore cagliaritano Carli.

UN CALCIOMERCATO DA 10 E LODE

Come abbiamo già accennato prima il mercato estivo del Cagliari è stato il vero capolavoro della società: l’arrivo dei vari Nainggolan, Rog e Simeone hanno rafforzato una struttura solida già presente dallo scorso anno. Da analizzare, però, è come è stata fatta questa campagna acquisti. Oltre che al lato tattico e tecnico il club di Giulini ha operato verso scelte ben precise che variano dalla grinta del centrocampista belga alla classe dell’ex Napoli, rimanendo in perfetta linea con la filosofia economica del club.

Senza dimenticare l’elemento dell’esperienza, utile per affrontare determinate sfida soprattutto contro squadre che lottano per gli stessi obiettivi, come la salvezza o una qualificazione in una competizione europea. L’allenatore trentino, infatti, ha fatto leva su queste qualità per diffondere un nuovo credo e per apportare in maniera più veloce le diverse modifiche tattiche e tecniche, oltre che alla mentalità vincente.

Siamo ancora a Novembre, è vero, però questo Cagliari può far sognare i propri tifosi nell’anno del centenario. Le avversarie sono avvisate!

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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