Per tutti quelli che “le favole nel calcio moderno non esistono più”: solo pochi giorni fa siete stati smentiti in pieno. Stefano Turati è l’uomo che non ti aspetti, quello chiamato in causa all’improvviso e mandato a combattere una guerra contro un nemico all’apparenza imbattibile per chiunque, figuriamoci per uno alle prime armi. Quasi fosse l’ultima carta da giocarsi, dato per spacciato, il ‘novellino’ lascia invece tutti a bocca aperta. Ed è questo che in sintesi è capitato all’estremo difensore classe ’01, nato a Milano in un freddo 5 settembre.

Turati sorprende tutti: che personalità allo Stadium!

Il ragazzo, portiere militante nella Primavera del Sassuolo, è stato lanciato dal 1′ da Roberto De Zerbi nel match di Campionato contro la Juventus allo Stadium. I neroverdi infatti, contando le assenze per infortunio da parte di Pegolo e Consigli, erano sprovvisti di portieri – ad esclusione di Russo, ufficialmente terzo in comodo – e non si sono tirati indietro dal concedere una chance a Stefano. Nella sponda opposta il collega di turno ha un nome ed un cognome pesanti: si chiama Gianluigi Buffon, il quale, al momento della nascita di Turati, poteva contare già ben 169 presenze nella massima serie.

Un protagonista assoluto in Italia ed in Europa, ma non in quel giorno. Perché mentre ‘Gigi’ commetteva una leggerezza che costava il primato ai bianconeri, il suo omologo neroverde si metteva in mostra per personalità e salvataggi determinati ai fini del risultato. Una prestazione da incorniciare, commentata così dallo stesso: “E’ stato semplicemente incredibile, troppe emozioni! Non ci sto capendo più niente. Sul rigore di Ronaldo mi tremavano le gambe. Quando Buffon è venuto a salutarmi per complimentarsi con me non potevo crederci! Fino ad una settimana prima lo avevo visto solo in tv, mentre in quel momento era lì davanti a me”

Dal vivaio interista al match dello Stadium: ecco chi è Stefano Turati

Ma chi è Stefano Turati e come è riuscito a raggiungere i massimi livelli? Ripercorriamo, in breve, la sua storia calcistica. A 16 anni diventa parte del vivaio interista a Milano, per poi trasferirsi nel 2017 al Renate, in Serie C. Dopo solo un anno, approda nel Settore Giovanile del Sassuolo, dove colleziona ben 24 presenze in 2 stagioni. L’estremo difensore diviene capitano della squadra e sorprende per qualità mostrate. Il tutto porta alle sei convocazioni di fila in prima squadra, di cui solo l’ultima da protagonista in campo. Dotato di una buona altezza (188 cm) e di buoni riflessi, Turati si candida ora a portiere del futuro, magari proprio sulle orme di Buffon.

«Ha fatto una grande gara e non avevo dubbi: è il classico portiere, un po’ pazzo. Gli ho detto di godersi il momento perché alla sua età, se fai l’esordio in questo stadio contro questi campioni, devi anche goderti il cammino che hai fatto» le parole di De Zerbi al termine del match. E chissà che non possa essergli data subito una nuova chance per continuare ad inseguire il proprio sogno. Perchè le favole, nel calcio moderno, esistono ancora.

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Redattore Novantesimo.Com, Direttore "L' Inter Siamo Noi"