Mai nella storia, l’Italia non si era qualificata per due edizioni consecutive del Mondiale. Con l’aggravante che in quasi cento anni, le mancate qualificazioni sono state appena tre.

Questa sera la Nazionale Italiana ha scritto la storia, nel male. E lo fa al termine di un ciclo che si era aperto con Mancini che sapeva di cambiamento: la vittoria dell’Europeo, una striscia di 37 risultati utili consecutivi. Insomma, si respirava finalmente un’aria di fiducia nei confronti degli Azzurri che avevano riacceso speranze e regalato sogni.

Tutto vanificato, con il gol di Trajkovski arrivato a tempo scaduto che ha fatto riapparire i fantasmi di quattro anni orsono, quando la mancata qualificazione con la Svezia aveva dipinto un fallimento. E se si poteva parlare di fallimento azzurro in quella prima occasione, non possiamo esimerci dal farlo oggi per la seconda mancata qualificazione consecutiva.

Nel 2018, all’indomani della sconfitta, in tanti si sono riempiti la bocca di chiacchere sottolineando l’importanza dei Settori Giovanili e della crescita dei nostri giovani italiani. Per poi smettere di cavalcare l’onda e spostare l’attenzione verso quella del talento fenomenale in arrivo da un’altra realtà.

Si era guardato sempre al modello estero per la crescita dei giovani, ma dopo il successo nell’Europeo abbiamo tutti fatto finta di non vedere. Ne è la testimonianza che la visione di Allegri sul percorso di maturazione di un giovane (“Prima all’Under 23, poi in B dove deve giocare tante partite, poi in A in una squadra di medio-bassa classifica“) prima di approdare alla Juventus sia passata inosservata, lasciando indignate poche persone. Come se all’estero fosse così la prassi…

Ora, meno chiacchere e più fatti: di parole ne sono state dette tante, nei prossimi giorni si tornerà a parlare, come quattro anni fa, di Settori Giovanili e limiti per gli stranieri. Tutto sarà però inutile se non ci saranno delle riforme concrete e questo lo sapevamo fin dal 2018.

Ci abbiamo risbattuto il muso. Questa volta siamo noi a dover mangiare ancora pastasciutta e a mandar giù un altro boccone amaro. L’ennesimo di questo ottovolante azzurro.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.