La cassa integrazione potrebbe venire in aiuto del Catania, altro elemento a favore dei rossoazzurri potrebbe essere la cancellazione del Decreto Dignità.

Il difficile momento che sta passando il nostro paese è prioritario, ma l’informazione deve comunque andare avanti. Per questo noi continueremo a scrivere.

Lo facciamo per quelli che come noi sono troppo appassionati di questo sport e anche per chi vuole passare 5 minuti leggendo altro che non siano notizie sull’emergenza COVID-19.

Fatta questa doverosa premessa, parliamo del Catania.

Come ogni società o piccola, media e grande impresa, anche le squadre di calcio stanno passando un periodo di forte crisi economica.

Situazioni debitorie difficili, che comunque erano già presenti prima dell’emergenza. Però ora molte imprese rischiano di chiudere i battenti.

Il Catania ne è da esempio, la vita del club era già in pericolo da prima che si diffondesse il virus con la conseguente pandemia.

Oggi è La Gazzetta dello Sport a mettere in risalto questo fattore, facendo notare come il nostro sistema calcio non era pronto per affrontare un’emergenza del genere.

Noi possiamo aggiungere che nessuno era pronto e che qualcosa, più di qualcosa, negli anni è stata sbagliata.

Solo i debiti delle squadre di Serie A ammontavano a 2,5 miliardi di euro ed ora si rischia un buco da 700 milioni di euro derivante dai mancati introiti del botteghino e dai diritti televisivi.

Situazione che è analogamente uguale pure in Serie B, C e D, anzi forse più grave venendo a mancare i grossi ricavi che garantiscono le paytv.

La Lega Pro ha stimato perdite per 84 milioni di euro e gravi difficoltà per l’avvio della prossima stagione 2020/2021.

Si stima un impatto economico fino a circa il 30% di contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre, un impegno da parte del sistema della serie C non sostenibile con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza del coronavirus.

Cassa integrazione

É notizia di oggi che il presidente del Potenza, Salvatore Caiata, si sta facendo portavoce a Palazzo Chigi per garantire la cassa integrazione a favore dei tesserati delle squadre di B e C.

Infatti il patron dei rossoblu oltre che seguire le vicende calcistiche dei potentini, è anche un politico con un passato nel Movimento 5 stelle e attualmente deputato per Fratelli d’Italia.

Ipotesi che era già stata avanzata da Ghirelli e che adesso prende sempre più piede.

Nel decreto Cura Italia è stato menzionato questo strumento per tutte le imprese colpite direttamente e indirettamente.

Il CIG è una prestazione economica, erogata dall’INPS o dall’INPGI che garantisce l’80% dello stipendio al lavoratore.

Quindi le squadre aventi diritto, non dovrebbero più erogare lo stipendio ai propri tesserati, nel periodo che verrà pattuito.

Potranno usufruire dell’ammortizzatore sociale solo i giocatori che abbiano un reddito non superiore a 50 mila euro al mese.

Periodo che prenderà in considerazione la mensilità di marzo e che finirà nel momento in cui i calciatori torneranno ad allenarsi, cioè a garantire la loro prestazione lavorativa.

Ovviamente questa misura non riguarda gli stipendi di gennaio e febbraio, che ricordiamo non sono stati ancora pagati dal Catania. Per questo i rossoazzurri rischiano una penalizzazione di due punti.

Nella giornata di ieri ho scritto nello specifico, quali sono le misure che il Governo e la Federazione, vogliono attuare per salvaguardare il calcio italiano.

Vi invito a leggerlo per avere ulteriori chiarimenti.

Tasse, stipendi, sponsor e mutui

Il Catania può ottenere giovamento da tutte le proposte che sono state messe in tavolo.

Della prima ne abbiamo già parlato e prevede la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali, per ovviare al problema del pagamento dei calciatori.

Secondo punto è quello dei mutui, il club di via Magenta è uno dei diretti interessati.

Come ben sappiamo, il club di Pulvirenti, ha sottoscritto un mutuo con il Credito Sportivo per la costruzione di Torre del Grifo.

Ieri lo stesso Credito Sportivo, tramite un comunicato ufficiale, ha sospeso le rate fino al 30 settembre.

Un bel peso in meno per la società etnea che deve pagare una rata semestrale da 600.000 euro fino al 2031.

Capitolo tasse: come già più volte detto tutte gli adempimenti fiscali sono stati momentaneamente sospesi.

Inoltre, il riallineamento degli adempimenti Covisoc per i club (pagamento giocatori) e l’adeguamento delle iscrizioni ai campionati che verranno rinviate.

Quindi fideiussioni e verifiche sui bilanci dei club per l’iscrizione verranno posticipati.

Sponsorizzazioni e decreto dignità

Questo può essere il punto di svolta per il club rossoazzurro, infatti fra le proposte avanzate dalla federazione e dalle leghe, c’è quella dell’abolizione o modifica del decreto dignità.

Per chi non lo sapesse, nell’agosto del 2018 il governo ha varato questo decreto che in Italia vieta qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro.

Ricordiamo che il Catania ha avuto la Domus Bet per più anni come main sponsor, ciò ha garantito ricchi introiti nelle casse societarie.

Potrebbe quindi esserci un possibile spiraglio per un nuovo accordo?

Giovamento o crisi?

Non è tutto oro quel che luccica e di tutte le buone cose appena dette, c’è poco da gioire.

Per prima cosa perché sono misure straordinarie indotte da una pandemia globale che ha mietuto innumerevoli vittime.

In secondo luogo, sono delle agevolazioni mirate a limitare i danni di un default economico che coinvolgerà molte imprese.

Ricordiamo come i proventi della società etnea, in questo momento, sono pari a zero: TdG chiuso, stadio chiuso e campionato con annessi diritti tv bloccati.

Quindi in termini calcistici possiamo dire: 1-1 e palla al centro.

Ma c’è un ma!

La situazione societaria del Catania è molto delicata, tanto da non essere riuscita a rispettare la scadenza per l’erogazione delle mensilità di gennaio e febbraio.

Quindi il posticipare di questi oneri finanziari, potrebbe allungare, anche se momentaneamente, la vita del club.

In aiuto potrebbe intervenire il Comitato che si è detto pronto all’intervento.

Chiosa finale, vorremmo sostenere l’iniziativa del capitano Marco Biagianti che sta andando in aiuto di alcuni ospedali, mettendo all’asta la sua collezione di maglie.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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